Lettera a un amico artista

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Caro amico, credi che solo tu ricevi pressioni e che nessun altro, a parte te, si sente giù quando non sta producendo qualcosa di artistico? Succede a tutti, anche ai più grandi. Senti una voce critica dentro te stesso che ti farebbe mollare le “velleità artistiche”. Queste, a volte, sono additate come negative anche all’esterno. E sai da chi? Da quelli che hanno problemi con esse. Avrebbero voluto coltivarle ma non l’hanno fatto e ora vivono una vita in cui criticano chi lo fa. Lascia perdere queste critiche come anche i consigli non richiesti, soprattutto da chi non sa nulla del tuo mestiere. In tanti partono in quarta. Tu guarda e passa.

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Grandi risultati con il fattore 1%

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Per ottenere davvero dei risultati importanti, duraturi, di successo la cosa migliore da fare è cambiare una sola cosa, anche se la lista delle attività su cui si dovrebbe intervenire è ben più lunga. Ma se impari a selezionare un solo elemento otterrai molto di più. Un concetto questo che devo a Julio Velasco, mitico coach della pallavolo degli anni ’90 del secolo scorso. In una sua conferenza a dei manager afferma che se in una squadra tu cambi una sola cosa per giocatore avrai 7 cambiamenti che fanno della squadra un team molto diverso da prima, che realizzano in pratica un bel salto di qualità. Da qui la necessità del fattore 1%.

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Il dare e ricevere, nel marketing e nella vita

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Se vuoi avere qualcosa devi prima dare. Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa massima? Ma quanto bisogna dare, e a chi? Devi dare tutto? Tutto forse no, qualcosa devi pur conservare. Eppure la sensazione di molti è di dare senza ricevere, almeno a giudicare dalle tante lamentele in giro. Capita anche a te questo insieme di sensazioni e di idee, più o meno confuse?

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L’attore crea al cinema e in tv

La fotografia di Marta Gervasutti è di Patrizia Salis.

Ci parli mai con gli spaventapasseri? Giochi mai con gli omini di latta? Sei mai in compagnia di leoni che hanno perso il coraggio? Se devi fare il ragioniere o il dipendente e non svolgi queste attività va bene. Ma se vuoi fare l’artista, l’attore devi prendere in seria considerazione la possibilità di avere a che fare con personaggi come questi che provengono da Il meraviglioso mago di Oz, che è un celebre romanzo, non solo per ragazzi, ed anche uno splendido film girato nel 1939 da Victor Fleming. Se vuoi fare l’attore devi iniziare a giocare e devi farlo preferibilmente ogni giorno. È questo uno dei messaggi che più mi piace di un libro che sta per uscire il prossimo 20 maggio 2021, L’attore crea: è un manuale pratico per attori scritto da Marta Gervasutti che ripropone il suo metodo di coaching per attori tutto italiano. Questo percorso è già stato scelto da migliaia di attori di cinema e tv attraverso le lezioni che Marta tiene. Questa autrice, se vuoi fare l’attore o se hai iniziato a farlo prima o poi la incontri. Piuttosto noti sono i suoi tutorial per attori, su Youtube, ricchi di particolari e di informazioni davvero importanti per rendere al meglio durante un casting. Marta si è diplomata in regia e sceneggiatura alla Luchino Visconti di Milano. Ha lavorato come aiuto regista e come casting director ha collaborato con registi come Cinzia TH Torrini, Giorgio Capitani e altri. Dal 2006, anno in cui si è trasferita a Roma, fa la coach per attori.

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Siamo tutti indemoniati, grazie a Dio!

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Chi più, chi meno, siamo tutti indemoniati, grazie a Dio! Dentro di noi ci sono chissà quanti demoni e il bello è che possono diventare i nostri migliori alleati. A patto che si impari a nutrirli.

Nel Vangelo di Marco, che si legge nelle chiese cattoliche oggi domenica 16 maggio 2021, al capitolo 16 Gesù parla di “segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni”. Al capitolo 5, sempre di Marco, sono già comparsi questi demoni quando Gesù chiede allo spirito immondo dell’indemoniato gadareno “Come ti chiami?”. E la risposta è: “Mi chiamo Legione… perché siamo in molti”. In ognuno di noi albergano molti demoni. Non c’è bisogno che si manifestino spingendoci a fare cose bizzarre come si vede nei film con esorcisti. Ciascuno ha dentro se stesso una moltitudine di spiriti. Tu sei convinto di essere te stesso, superficialmente ti senti qualcuno, fatto in un certo modo ecc. Amico mio, se tu potessi vedere quanti inquilini ti porti nelle viscere. E non pensare che te ne liberi cagando 🙂

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Voglio una vita che fa schifo come gli hamburger di Burgez

“Voglio una vita come quella dei film… voglio una vita come Steve McQueen” canta Vasco Rossi in Vita Spericolata. Io da tre giorni a questa parte la voglio come quella di Simone Ciaruffoli.

«Chi capperi è?». Fino a tre giorni fa non sapevo chi fosse. Ora eccomi qui a parlare di lui, della sua schifosa vita e di quanto m’intriga. Perché è un grande imprenditore? Sì, basta guardare cosa è riuscito a fare con Burgez. Perché è stato un sceneggiatore di successo? Sì, ha vorato per Camera Café e scrive in un modo che non riesci a smettere di leggere. Perché è un markettaro figo? Sì e la sua Upper Beast Side lo dimostra.

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La persuasione: cos’è e come funziona.

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Appena si pronuncia la parola persuasione vengono in mente, ai più, chissà quali pratiche più o meno ingannevoli per convincere o addirittura frodare gli altri. E la gamma di tali iniziative può andare dall’ipnosi ad altri metodi subdoli e ingannevoli per sottomettere la volontà altrui. La persuasione può essere, insomma, sinonimo di manipolazione ma per fortuna se ne distingue nei metodi. Altra distinzione che va fatta è quella relativa alla persuasione occulta di certa pubblicità o talvolta della propaganda. Al netto di tutto ciò la persuasione è un’arte ed una scienza che permette di modificare il comportamento, l’atteggiamento degli altri attraverso vari linguaggi. Come tale è uno strumento in mano ai comunicatori di ogni latitudine e di ogni tempo. Il suo principio-base si regge sul piacere e quindi sulla ricerca del dolce e sulla repulsione per ciò che è amaro, un meccanismo biologico naturale. Hai presente quando Pinocchio nella fiaba scritta da Collodi rifiuta la medicina che la fatina gli vuole dare? A un certo punto quest’ultima gli promette delle zollette di zucchero come premio. La marionetta invece ingurgita queste per prime e continua a rifiutare la medicina. Allora la padrona di casa fa entrare quattro conigli con una bara in spalla come chiara minaccia di imminente morte. Pinocchio, quindi, beve “l’acquaccia amara” tutta d’un fiato. Il verbo persuadere come etimo viene dal latino suadus che significa dolce. Non è forse dolce quella movenza o quella parola che l’amata o l’amato pronuncia ad un certo punto e che manda in visibilio un cuore che inizia a innamorarsi? Non è forse dolce quel sapiente e ben calibrato complimento che un docente sa fare al momento giusto a un suo allievo e che gli dischiude nuovi orizzonti di apprendimento? Non è forse dolce la promessa di un politico, l’argomento di un venditore, l’arringa di un avvocato? Certo, non è infallibile e le persone sono sempre più consapevoli, avvezze alle tecniche utilizzate. Queste vanno affinate ma il meccanismo di base, di cu parleremo a breve, è sempre lo stesso.

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21 cose che ho imparato dal primo libro delle Conversazioni con Dio

Copertina di Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch.

A chi non piacerebbe parlare di persona, a quattr’occhi, con Dio? Per potergli dire tutto quello che si ha nel cuore e nella mente, magari. Una cosa, questa, ritenuta impossibile, tanto che alcuni ne concludono che Dio non esiste. E se c’è non ascolta. Figuriamoci se parla. Non la pensa così Neale Donald Walsch, autore di una trilogia di conversazioni con Dio. Ho letto il primo libro. E ne ho tratto 21 pensieri che voglio qui condividere con te. Alcune le troverai di pubblico dominio, altre meno e altre ancora strambe. Anche a me hanno fatto lo stesso effetto le pagine di questo autore, su cui è stato tratto anche un film. Ma intanto leggi queste 21 idee e dopo ne parliamo, ok? (Tutti i grassetti sono miei).

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Come fa il pensiero visuale a risolvere rapidamente i tuoi problemi

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Ogni giorno, ovunque, siamo di continuo bombardati da immagini. Dai social, alla pubblicità e ai cartelli stradali. Eppure non sappiamo niente di pensiero visuale. Con poche, semplici immagini è possibile venire a capo di difficoltà che sembrano piuttosto complicate. Non è una magia ma è la semplice potenza di ciò che nel mondo anglosassone è chiamato visual thinking, il pensiero visuale appunto. C’è un paradosso di cui dobbiamo subito occuparci. A scuola ci hanno sfinito con la grammatica e la produzione di testi scritti mentre non sappiamo leggere e decodificare molte immagini. Vedo spesso persone che di fronte ad una mappa mentale, per esempio, rimangono smarrite, non capendo di cosa si tratta. C’è persino qualcuno che non sa usare le mappe di google o le vecchie carte geografiche, pur in giovane età. Nella nostra educazione, almeno parlo della mia generazione (cioè dei quarantenni e dei cinquantenni di oggi), c’è quel che Eleonora Fiorani chiama il pregiudizio logocentrico di cui parla nel suo libro Grammatica della comunicazione. L’autrice dice che i moderni analfabeti sono coloro che non sanno leggere le immagini. Allora vale la pena dare un’occhiata al suo libro per imparare a farlo, soprattutto il terzo capitolo dedicato al linguaggio dell’immagine.

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Come pianificare lo studio in modo naturale ed efficace

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Prima o poi nella propria vita occorre affrontare uno o più cicli di studio. Può essere al liceo. Oppure può accadere quando si comincia l’università, oppure ancora dopo la laurea, se uno per esempio deve proseguire con il dottorato. Anche quando si fa un nuovo lavoro ci si deve spesso aggiornare. In tanti provano stress in queste occasioni. Avvertono tanta fatica e sono sommersi dalle difficoltà. Come pianificare il proprio studio, il proprio apprendimento in modo sereno, naturale ed efficace? Ci occupiamo di ciò in questo articolo.

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