Morte e rinascita del pensiero

Consulto tantissime fonti ogni mattina di diverso tipo e leggo parecchio. Ma, paradossalmente, più leggo e meno trovo argomenti che mi interessano e che posso proporre nel blog. Per carità, in alcuni giorni, arriva una folgorazione e salta fuori qualcosa che mi entusiasma e che pubblico quasi di getto. In molti altri si fa fatica, occorre inventare, bisogna far ricorso a idee da trovare facendo più di uno sforzo. In generale il mondo straborda di news, molte delle quali fake, di tweet, la maggior parte dei quali sfoghi e insulti, di messaggi di stato su Facebook di ogni genere, di video e immagini su Instagram e Twitter, di podcast. L’attenzione è estremamente frammentata tanto da indurti in catalessi proprio, al sonno 😴, al rincoglionimento.

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Baudolino e il tramonto del Medioevo

Ci sono tre romanzi in uno in Baudolino di Umberto Eco, che ho appena finito di leggere. Vediamoli in sintesi uno per uno:

  1. Il romanzo picaresco, o d’iniziazione, di un tredicenne di umili origini della Fraschetta, nella bassa pianura padana vicino ad Alessandria, che viene adottato dall’imperatore Federico Barbarossa;
  2. Il romanzo storico di un giovane, sempre Baudolino, in cui Federico nutre grande fiducia e dal quale si fa supportare in diverse imprese e nell’opera fondamentale di legittimazione di fronte alle minacce del papato anch’esso alla ricerca della supremazia;
  3. Il romanzo fantastico di un uomo che dopo la morte del Barbarossa va alla ricerca del Prete Gianni e s’imbatte in terre in cui abitano creature dei bestiari medievali come gli sciapodi, i blemmi, gli uccelli di Roq e altri.
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Narrare il Medioevo

In estate molti comuni del Belpaese amano attrarre e intrattenere turisti attraverso delle manifestazioni che ricordano il Medioevo ed alcuni personaggi di quel periodo storico. In questo tipo di eventi conoscono, di volta in volta, nuove location e nuovi format più o meno originali. Dal Palio di Siena in poi, insomma, sembra esserci una riscoperta di un’età che una volta era considerata buia a causa di saccheggi, guerre, incertezza politica, fazioni e un generale regresso dell’economia, delle arti e delle scienze. La storiografia ha per fortuna ribaltato questo giudizio ingeneroso verso una stagione storica foriera, invece, di studi, di conquiste importanti in ogni campo, di avvenimenti personaggi che oggi, giustamente, ricordiamo. Basti pensare, ad esempio a quel che avveniva nelle biblioteche dei monasteri, su cui si basa il romanzo storico Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Per altri versi il Medioevo ci ha dato Dante Alighieri, Francesco D’Assisi, Carlo Magno, San Tommaso e tanti altri. Perciò si assiste ad un fiorire di celebrazioni, presentazioni di libri, giostre medievali, spettacoli, ecc. E qualche volta si cade in una categoria che sarebbe meglio evitare: mi riferisco ad avvenimenti che hanno il sapore, il colore che vorrebbe ricordare il periodo di cui stiamo parlando ma che si risolvono, invece, in carnevalate di cattivo gusto.

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La corda, il colapasta e la tromba

Conosci i culacchi? Si tratta di racconti più brevi, rispetto ai più noti “Cunti”. Di solito sono satirici, a sfondo anti-clericale e si tramandano di generazione in generazione in Salento nella cultura popolare. Varie bocche in paese li raccontano e li abbelliscono a proprio gusto. A volte il soggetto è qualche aspetto più o meno buffo del costume. Altre volte ancora riprendono dei fatti curiosi, non importa se accaduti davvero o no. Un tempo erano queste le narrazioni della cronaca popolare, in modo non diverso da quel che faceva Matteo Bandello nel 1500 nelle sue Novelle. La prosa, poi, può anche ricordare quella comica e fulminea di François Rabelais. I culacchi più noti sono quelli di Papa Galeazzu, vera e propria maschera di Lucugnano, frazione di Tricase, protagonista di molti episodi picareschi. Più di recente ne ho letto una buona raccolta in Dialettandoci di Vincenzo Sparviero. Nel mio spettacolo Mistero Salentino, ne adopero molti. In questo articolo voglio proporne tre che sono nati dalla mia penna. Per la verità si tratta di tre raccontini che hanno il sapore di questo genere letterario considerato minore. Eccoli qui di seguito. Buona lettura!

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Lettera a un amico artista

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Caro amico, credi che solo tu ricevi pressioni e che nessun altro, a parte te, si sente giù quando non sta producendo qualcosa di artistico? Succede a tutti, anche ai più grandi. Senti una voce critica dentro te stesso che ti farebbe mollare le “velleità artistiche”. Queste, a volte, sono additate come negative anche all’esterno. E sai da chi? Da quelli che hanno problemi con esse. Avrebbero voluto coltivarle ma non l’hanno fatto e ora vivono una vita in cui criticano chi lo fa. Lascia perdere queste critiche come anche i consigli non richiesti, soprattutto da chi non sa nulla del tuo mestiere. In tanti partono in quarta. Tu guarda e passa.

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Grandi risultati con il fattore 1%

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Per ottenere davvero dei risultati importanti, duraturi, di successo la cosa migliore da fare è cambiare una sola cosa, anche se la lista delle attività su cui si dovrebbe intervenire è ben più lunga. Ma se impari a selezionare un solo elemento otterrai molto di più. Un concetto questo che devo a Julio Velasco, mitico coach della pallavolo degli anni ’90 del secolo scorso. In una sua conferenza a dei manager afferma che se in una squadra tu cambi una sola cosa per giocatore avrai 7 cambiamenti che fanno della squadra un team molto diverso da prima, che realizzano in pratica un bel salto di qualità. Da qui la necessità del fattore 1%.

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Il dare e ricevere, nel marketing e nella vita

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Se vuoi avere qualcosa devi prima dare. Quante volte ci siamo sentiti ripetere questa massima? Ma quanto bisogna dare, e a chi? Devi dare tutto? Tutto forse no, qualcosa devi pur conservare. Eppure la sensazione di molti è di dare senza ricevere, almeno a giudicare dalle tante lamentele in giro. Capita anche a te questo insieme di sensazioni e di idee, più o meno confuse?

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L’attore crea al cinema e in tv

La fotografia di Marta Gervasutti è di Patrizia Salis.

Ci parli mai con gli spaventapasseri? Giochi mai con gli omini di latta? Sei mai in compagnia di leoni che hanno perso il coraggio? Se devi fare il ragioniere o il dipendente e non svolgi queste attività va bene. Ma se vuoi fare l’artista, l’attore devi prendere in seria considerazione la possibilità di avere a che fare con personaggi come questi che provengono da Il meraviglioso mago di Oz, che è un celebre romanzo, non solo per ragazzi, ed anche uno splendido film girato nel 1939 da Victor Fleming. Se vuoi fare l’attore devi iniziare a giocare e devi farlo preferibilmente ogni giorno. È questo uno dei messaggi che più mi piace di un libro che sta per uscire il prossimo 20 maggio 2021, L’attore crea: è un manuale pratico per attori scritto da Marta Gervasutti che ripropone il suo metodo di coaching per attori tutto italiano. Questo percorso è già stato scelto da migliaia di attori di cinema e tv attraverso le lezioni che Marta tiene. Questa autrice, se vuoi fare l’attore o se hai iniziato a farlo prima o poi la incontri. Piuttosto noti sono i suoi tutorial per attori, su Youtube, ricchi di particolari e di informazioni davvero importanti per rendere al meglio durante un casting. Marta si è diplomata in regia e sceneggiatura alla Luchino Visconti di Milano. Ha lavorato come aiuto regista e come casting director ha collaborato con registi come Cinzia TH Torrini, Giorgio Capitani e altri. Dal 2006, anno in cui si è trasferita a Roma, fa la coach per attori.

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Siamo tutti indemoniati, grazie a Dio!

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Chi più, chi meno, siamo tutti indemoniati, grazie a Dio! Dentro di noi ci sono chissà quanti demoni e il bello è che possono diventare i nostri migliori alleati. A patto che si impari a nutrirli.

Nel Vangelo di Marco, che si legge nelle chiese cattoliche oggi domenica 16 maggio 2021, al capitolo 16 Gesù parla di “segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni”. Al capitolo 5, sempre di Marco, sono già comparsi questi demoni quando Gesù chiede allo spirito immondo dell’indemoniato gadareno “Come ti chiami?”. E la risposta è: “Mi chiamo Legione… perché siamo in molti”. In ognuno di noi albergano molti demoni. Non c’è bisogno che si manifestino spingendoci a fare cose bizzarre come si vede nei film con esorcisti. Ciascuno ha dentro se stesso una moltitudine di spiriti. Tu sei convinto di essere te stesso, superficialmente ti senti qualcuno, fatto in un certo modo ecc. Amico mio, se tu potessi vedere quanti inquilini ti porti nelle viscere. E non pensare che te ne liberi cagando 🙂

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Voglio una vita che fa schifo come gli hamburger di Burgez

“Voglio una vita come quella dei film… voglio una vita come Steve McQueen” canta Vasco Rossi in Vita Spericolata. Io da tre giorni a questa parte la voglio come quella di Simone Ciaruffoli.

«Chi capperi è?». Fino a tre giorni fa non sapevo chi fosse. Ora eccomi qui a parlare di lui, della sua schifosa vita e di quanto m’intriga. Perché è un grande imprenditore? Sì, basta guardare cosa è riuscito a fare con Burgez. Perché è stato un sceneggiatore di successo? Sì, ha vorato per Camera Café e scrive in un modo che non riesci a smettere di leggere. Perché è un markettaro figo? Sì e la sua Upper Beast Side lo dimostra.

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