Il padre del cinema

Il 1 settembre del 1902 debuttava a Parigi il primo film di fantascienza nella storia del cinema, Il viaggio nella Luna di Georges Méliès, basato su un soggetto di Jules Verne, come ci ricorda il sito Accadde Oggi. Questo regista può essere considerato il padre del cinema. Prima di lui, infatti, i fratelli Lumière erano fermi ai documentari. Non avevano capito il reale valore di quello che stavano facendo perché pensavano che la loro invenzione era destinata solo ad ambiti scientifici. Quando, infatti, nel 1895 l’illusionista prestigiatore Méliès chiese di comprare l’apparecchio da loro usato questi si rifiutarono di venderglielo asserendo che esso aveva a che fare con la scienza, non con il gioco o il teatro.

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Domande sulla forza delle immagini

Ieri sera vedevo dei buoni cortometraggi a Vicoli Corti, ben fatti, da ogni punto di vista: sceneggiatura, regia, fotografia, ecc. Si vedeva che c’erano registi esperti, buoni direttori della fotografia, scenografi in gamba, ecc. Stavo per andare via dopo aver visto le prime due proiezioni della serata quando piombano le immagini del documentario in programma Due scatole dimenticate, una produzione del 2020 con la regia di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli. La mia intenzione di alzarmi dalla sedia viene subito stoppata e il tempo vola in quei cinquantotto minuti di film che all’inizio mi avevano un po’ spaventato. Ho pensato che per un lavoro del genere erano troppi e che mi sarei annoiato. Invece altro che noia!

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La Grande Fame di Oria

Sono stato al Generation Film Fest per le tre sere, dall’otto al dieci luglio 2021, nelle quali si è svolta la prima edizione di una manifestazione che non solo merita di essere ripetuta negli anni ma che ha aperto una serie di necessità e possibilità. Sono iscritte nello stesso concept dell’evento pensato da Nadia Carbone: in quel passaggio generazionale che dà il titolo al tentativo del cinema di raccontare le generazioni. E questo è stato fatto dai primi registi e dal primo sceneggiatore invitati raccontare una pellicola a testa che è stata realizzata con le mani loro e dei collaboratori, per lo più giovani, con cui hanno lavorato. Quindi qui ora credo valga la pena raccontare qualcosina per i tanti che c’erano e per coloro che adesso inizieranno ad incuriosirsi.

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Sei casting director da seguire

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Photo by Ron Lach on Pexels.com

Quando partecipi a un casting per film, pubblicità, ecc. c’è, di solito, una persona che ha responsabilità di presentarti al massimo delle tue possibilità a regia e produzione perché tu possa essere scelto. Sto parlando del casting director, un professionista che ha questo preciso compito. Perciò ho preparato una lista dei sette casting director più attivi in questo senso, secondo la mia esperienza. Di certo non è un elenco esaustivo perché ne esistono molti di più. Però può essere un punto di partenza perché sono tra i più prolifici nel pubblicare annunci. Anche se un casting director non va seguito solo per questo. Ce ne sono molti che magari sui social non fanno ricerche di attori però possiamo diventarci amici lo stesso lo faccio un po’ alla volta, con tatto, mai con l’insistenza di farsi chiamare per qualche progetto e soprattutto rispettando il loro tone of voice. Se pubblicano foto di cani e gattine, per dire, mai e poi mai mettersi a commentare per candidarsi a chissà cosa. Si potrà fare questo quando inseriscono post relativi al casting di attori e figurazioni, rispettando le specifiche. E cercare, falsamente, di accattivarseli è un gioco che presto viene smascherato mettendoci in cattiva luce. L’approccio giusto è: che cosa ho da imparare da questa persona? E in questo senso è bene anche frequentare i loro corsi. Mai inviare, inoltre, le proprie foto senza esplicita richiesta. Detto questo vediamo i sette casting director con cui vale la pena entrare in contatto.

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