La trappola del talento

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Quando ti dicono che per fare l’attore, lo scrittore, l’artista in generale ci vuole prima di tutto talento ti stanno dicendo la più grande fandonia della storia. Ogni tanto sento ripetere questa litania senza senso e inorridisco. Ripenso a quando ero bambino io e me la recitavano. Il bello è che per alcuni avevo talento e per altri no. Per fortuna io ero e sono sicuro di me stesso e mai ho basato le mie decisioni sui giudizi altrui che mi sminuivano. Spesso chi usa l’affermazione di cui stiamo parlando in realtà è un artista bloccato o mancato, che a un certo punto si è fermato per una qualche ragione ed ha una grande insicurezza che riversa sugli altri dispensando dal suo piedistallo patenti di talento o negandole.

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Solo l’erotismo ci salverà. Magari non sempre auto.

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Niente di nuovo sul fronte occidentale, ragazzi. O forse sì. Qui si parla sempre di lui dal Febbraio 2019 a questa parte. E ci si scontra tra chi difende i vaccini e chi li critica. Salvini si è riscoperto paciere. Si fa riferimento a una nuova ondata e Israele ha introdotto il terzo vaccino, primo paese al mondo a farlo. Infine in tanti iniziano a parlare di endemia. Pare che la pandemia finirà nel 2022. Per il resto poca roba o niente. Si parla di olimpiadi, di un terremoto in Alaska che non se l’è cagato nessuno, del G20 della cultura che ancora devo capire che cazzo è. Fine delle trasmissioni fino a un nuovo tormentone di cui parlare nei bar e nei social. Intanto c’è chi lavora sotto il sole a 40 gradi al sud, chi si gratta le palle, chi va dietro le gonnelle e un paio di assessori leghisti che sparano. Per forza, Salvini li ha mandati in confusione!

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Snobismo, solitudine e ricerca dei simili

Fuori dal mondo. Da un’altra parte proprio. Lontano lontano. Così mi sento in questo periodo. O, almeno, dal mondo così come ce lo raccontano televisioni e giornali. E come finisce per essere perché tanti pappagalli ripetono notizie e opinioni sentite da qualcun altro. È una strana sensazione di sospensione perché c’è come un vuoto attorno a me nel quale il battage dei media mi giunge solo come lontani echi. È come essere in montagna, a una certa quota. L’aria è pure più rarefatta e più pura. È bello anche se c’è della noia ogni tanto. Qui scopri che non hai bisogno di essere sempre aggiornato, che non ti serve sapere a quanto è la curva dei contagi, che cosa ha fatto quel tizio o quell’altro, se è andato o meno in una trasmissione o in un’altra o se gli uccelli li vede volare in alto o molto più in basso.

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Maestri e stili di comicità fra l’America e l’Italia

Hai caratterizzato un personaggio peculiare, posso chiederti chi sono le tue ‘MUSE ISPIRATRICI’?? Quali comici sono stati in qualche modo i tuoi maestri??

Mi ha scritto la mia insegnante di scrittura comica Brunella Spina che dopo essersi complimentata con me per alcuni video, come si può vedere in un post di Instagram, mi ha fatto la domanda che ho riportato su. Perciò in questo post serio, dopo una serie di articoli ironici, vorrei rispondere a questa domanda e parlare dei miei maestri e modelli.

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Quando ti chiedono: com’è andato lo spettacolo?

Quando fai uno spettacolo ci sono quelli che vengono a vederti e quelli che ti chiedono «Com’è andata?». E noto che questi sono in netta maggioranza. Ma che te devo racconta’, se ci tieni vieni, guardati lo spettacolo la prossima volta e non rompere i coglioni! Per cui non ritengo questa domanda del tutto sincera. Non è che a questi soggetti importi davvero di te e del tuo show. In realtà sono interessati a se stessi e al loro tentativo di piacere a tutti o almeno a quante più persone possibili. E tu sei un numerino, uno dei tanti. Te ne accorgi anche perché non aspettano manco la risposta. Fanno solo domande: «E tua moglie come sta?». Cazzo ne so vorresti rispondere, so tre anni quasi che sono separato ma non fai in tempo perché esce già la terza domanda: «Il cane lo porti a pisciare la sera?». E tu: gli unici cani che ho sono gli undicimila peluche che mi’ moje m’ha lasciato in casa e che non ho ancora buttato perché fanno volume, dovrò sbarazzarmene a gruppetti.

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Cerco un manuale per capire gli ammiccamenti delle donne

Battiato per tutta la vita ha cercato un centro di gravità permanente. Gli ebrei hanno cercato per quaranta anni la terra promessa. Io cerco un manuale per capire gli ammiccamenti delle donne. Perché ogni volta credo di averci capito qualcosa e invece mi ritrovo come un analfabeta decerebrato che cerca di capire cosa c’è scritto sulla stele di rosetta. Chiariamo che Rosetta non è una che sto cercando di portarmi a letto e che la stele non c’entra niente con Lino Banfi e che non è un oggetto misterioso ma un’antica iscrizione. Ammesso che gli occhiolini, le smorfie, le linguacce qualcosa vogliano dire. Perché qui ho l’impressione che siano espressioni buttate lì, a caso. O forse no.

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La poesia del culo e del cuore

Vivo nella più completa noia in questi giorni. Non c’è un evento, una notizia, una persona, un qualcosa che attiri la mia attenzione, donne a parte s’intende. Sfoglio notizie, giornali, storie con la più piena indifferenza. L’acqua passa e nulla resta, nulla di nulla. Non impazzisco solo perché ho da fare, ho i miei impegni. Ma guardo tutto con distacco: email, newsletter, pubblicità (che già prima non è che mi attraeva molto), ecc. Qualsiasi cosa venga detta, annunciata, ribadita, promossa mi scivola addosso. Anche un argomento attuale come ad esempio la vaccinazione mi lascia proprio indifferente. Sarò diventato apatico? Mi volto solo se vedo una bella ragazza o magari resto un po’ a seguire qualche storia di donne che magari abbiano un minino di cose sensate da dire. Quindi che devo pensare che l’altro sesso è in realtà il mio unico interesse? Quello che resta alla fine di tutto? È un bel po’ che dura questo periodo e mi chiedo se tornerò a nutrire interesse per qualcosa.

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Fai un favore ai tuoi follower: posta di meno

Ero in fila dal medico ieri e stamattina. E sono partite le conversazioni di quelli che ne sanno più del governo, che sono più esperti dei medici, che se fosse per loro Gesù sarebbe ancora vivo e Moana Pozzi, buonanima, sempre in attività, insieme a Cicciolina. Per non sentirli piego la testa sul mio smartphone e cerco di leggere le news. Ok, lo ammetto prima sono andato sul profilo Instagram di Valentina Nappi ma ho smesso perché una bigotta mi guardava storto. Allora leggo su Il Messaggero che un ufo a forma di sigaro si è avvicinato alla nostra stazione orbitante. Gli alieni si saranno eccitati pure loro. C’è qualche astronauta donna lassù per caso? Ci andrei pure io a provare l’emozione dell’amore in assenza di gravità. Almeno non mi scendono le palle a terra a sentire le stronzate che spara la gente e a vedere fake news a go go sui nostri quotidiani.

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Il Triplo Salto Mortale e l’acqua del miracolo, si spera

Confermata per lo spettacolo di Acquaviva delle Fonti il 24 luglio la formazione campione d’Europa, del mondo e del torneo di Torchiarolo e Tuturano: Paolo Carone, il musicista al verde, Elio Angelini, il comico in bianco, Giuseppe Vitale, l’attore rosso, la furia del palcoscenico. Tre uomini pronti a girare la bandiera dove soffia il vento.

Tre uomini, tre colori, una sola bandiera, quella dell’Italia dove sono nati e cresciuti a pastasciutta pure loro. E i risultati si vedono! Questi tre Sabato 24 Luglio daranno luogo al Triplo Salto Mortale, uno stupido spettacolo di Elio Angelini e Giuseppe Vitale con musiche live di Paolo Carone. Scenario di questo salto o, meglio, di questi salti sarà Acquaviva delle Fonti (Ba). Si spera che un sorso dell’abbondante acqua, almeno un tempo, di questo territorio faccia il miracolo e faccia rivivere questi tre che sono stati giocatori: di pallavolo Paolo, in verde nella foto, di tennis Elio, al centro, e di calcio Giuseppe. Ma non chiedete loro di ripetere gesti atletici. Ora i salti che fanno sono per arrivare a fine mese.

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A morte il fallimento! Lunga vita al fallimento!

E se sabato 11 avessimo perso? Sarebbe stato un fallimento, come lo è stato per gli Inglesi. Ma prima delle trentaquattro vittorie di Mancini anche noi abbiamo vissuto un fallimento peggiore: la mancata qualificazione di mondiali di calcio. Quella débâcle forse ci ha fatto bene. Perché è da lì che è iniziato un nuovo corso, come quasi di sicuro avverrà per i giocatori oltremanica. Il successo rischia di esaltarti e appannarti la vista. La sconfitta ti aguzza l’ingegno. Lo dice anche il Tao:

Favore e disgrazia creano entrambi problemi.

Il favore ti esalta, la disgrazia ti deprime.

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