21 cose che ho imparato dal primo libro delle Conversazioni con Dio

Copertina di Conversazioni con Dio di Neale Donald Walsch.

A chi non piacerebbe parlare di persona, a quattr’occhi, con Dio? Per potergli dire tutto quello che si ha nel cuore e nella mente, magari. Una cosa, questa, ritenuta impossibile, tanto che alcuni ne concludono che Dio non esiste. E se c’è non ascolta. Figuriamoci se parla. Non la pensa così Neale Donald Walsch, autore di una trilogia di conversazioni con Dio. Ho letto il primo libro. E ne ho tratto 21 pensieri che voglio qui condividere con te. Alcune le troverai di pubblico dominio, altre meno e altre ancora strambe. Anche a me hanno fatto lo stesso effetto le pagine di questo autore, su cui è stato tratto anche un film. Ma intanto leggi queste 21 idee e dopo ne parliamo, ok? (Tutti i grassetti sono miei).

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Io e te facciamo il male nel mondo e poi ci prendiamo una birra

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Quanto egoismo, quanta cattiveria, quanto menefreghismo sembra esserci nel mondo! Almeno a giudicare dalle conversazioni alle quali partecipiamo o che ci capita di sentire un po’ ovunque. È una continua lamentela su come si è comportato quello o quell’altro. Ciascuno difende le sue ragioni e mette in cattiva luce gli altri. Qui i conti non tornano. Se ognuno ha ragione, chi ha torto? Dal proprio punto di vista ogni persona fa quel che ritiene giusto in un dato momento. Dov’è allora la cattiveria? Dov’è l’egoismo? Che fine fa il menefreghismo? Tu, io, gli altri, tutti agiamo secondo ciò che la nostra coscienza ci dice di fare, o almeno tiriamo le somme e prendiamo la decisione che ci sembra più giusta. Una volta, da bambino, credevo che il mondo fosse diviso in due categorie, i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, come quando in classe la maestra mancava e sulla lavagna si scrivevano i nomi di chi si comportava male e di chi si comportava bene. Io ogni volta mi innervosivo e finivo nell’elenco dei cattivi. Invece, volevo stare dalla parte dei buoni, è ovvio! Pure i miei amici erano buoni. Gli altri cattivi, brutti e sporchi!

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Parte il festival internazionale del teatro in delivery

La Primavera è vicina, si vuole uscire, goderne, fare delle passeggiate, stare all’aria aperta ma l’Italia e buona parte del mondo dovrà starsene chiusa in casa, o quasi, per via della pandemia che da un anno a questa parte condiziona la nostra esistenza. Molte cose che prima si potevano fare ora non sono possibili e non si sa fino a quando. Una di queste era il godersi uno spettacolo a teatro. Ma dal 4 dicembre 2020 il Barbonaggio teatrale Delivery di Ippolito Chiarello (Nasca Teatri di Terra) e tutte le realtà artistiche che hanno aderito alla rete delle USCA (Unità speciali di continuità artistica), da lui fondata, hanno raggiunto migliaia di spettatori e mantenuto un rapporto dal vivo molto importante in questo momento storico di chiusura dei teatri.

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Come fa il pensiero visuale a risolvere rapidamente i tuoi problemi

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Ogni giorno, ovunque, siamo di continuo bombardati da immagini. Dai social, alla pubblicità e ai cartelli stradali. Eppure non sappiamo niente di pensiero visuale. Con poche, semplici immagini è possibile venire a capo di difficoltà che sembrano piuttosto complicate. Non è una magia ma è la semplice potenza di ciò che nel mondo anglosassone è chiamato visual thinking, il pensiero visuale appunto. C’è un paradosso di cui dobbiamo subito occuparci. A scuola ci hanno sfinito con la grammatica e la produzione di testi scritti mentre non sappiamo leggere e decodificare molte immagini. Vedo spesso persone che di fronte ad una mappa mentale, per esempio, rimangono smarrite, non capendo di cosa si tratta. C’è persino qualcuno che non sa usare le mappe di google o le vecchie carte geografiche, pur in giovane età. Nella nostra educazione, almeno parlo della mia generazione (cioè dei quarantenni e dei cinquantenni di oggi), c’è quel che Eleonora Fiorani chiama il pregiudizio logocentrico di cui parla nel suo libro Grammatica della comunicazione. L’autrice dice che i moderni analfabeti sono coloro che non sanno leggere le immagini. Allora vale la pena dare un’occhiata al suo libro per imparare a farlo, soprattutto il terzo capitolo dedicato al linguaggio dell’immagine.

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Come pianificare lo studio in modo naturale ed efficace

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Prima o poi nella propria vita occorre affrontare uno o più cicli di studio. Può essere al liceo. Oppure può accadere quando si comincia l’università, oppure ancora dopo la laurea, se uno per esempio deve proseguire con il dottorato. Anche quando si fa un nuovo lavoro ci si deve spesso aggiornare. In tanti provano stress in queste occasioni. Avvertono tanta fatica e sono sommersi dalle difficoltà. Come pianificare il proprio studio, il proprio apprendimento in modo sereno, naturale ed efficace? Ci occupiamo di ciò in questo articolo.

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Isacco e la nostra trasfigurazione

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Spesso m’interrogo su cosa abbia chiesto di preciso Dio ad Abramo quando nella lettura che viene proclamata oggi, 28 Febbraio 2021, in chiesa si legge:

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

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Smonta i tuoi problemi

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Oggi, 27 Febbraio 2021, è il No Brainer Day, la giornata per ricordarsi che la maggior parte delle cose sono semplici e che molti problemi che incontriamo hanno una soluzione ovvia e facile. Sarà bene, quindi, diminuire le analisi, le valutazioni, il rimuginare su qualche questione. Meglio privilegiare ciò che è ovvio e diretto. La parola d’ordine, allora, è semplificare, ridurre ai minimi termini ogni situazione. Così diventa più facile affrontarla e l’ansia, lo spavento e persino il panico sono messi da parte. Infatti tendiamo a complicarci la vita. Complicare vuol dire rendere confuso, intricato, difficile qualcosa perché s’introducono elementi estranei e dannosi.

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Trenta suggerimenti dalle Conversazioni con Dio

Copertina del libro Conversazioni con Dio – Libro Terzo di Neale Donald Walsch

Ho appena terminato di leggere il terzo libro della trilogia di Neale Donald Walsch Conversazioni con Dio. Ho guardato più di una volta il film completo su Youtube ed ero rimasto sconvolto. Così ho preso a leggere le pagine che quest’autore scrive “sotto dettatura”. Mi ha insegnato che io sono Dio. E anche tu lo sei. E anche gli altri lo sono. Sorpreso? Immagino di sì, se non lo hai letto. Sai, tutti facciamo parte di ciò che chiamiamo Dio. A dirla fino in fondo siamo tutti uno. Uno solo è l’Essere, nonostante le molteplicità dell’universo. E questa non è l’unica lezione che ho potuto apprendere. Me le sono segnate tutte e ora ripropongo qui i trenta suggerimenti per la propria vita che si possono ricavare da questo libro:

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