Tarzan e lo zoo

Tra gli eroi d’infanzia avuti in dote c’è Tarzan, di cui oggi si celebra la giornata a lui dedicata. E spulciando qualcosa su di lui mi sono accorto di una cosa che non sapevo: l’autore dei suoi romanzi, Edgar Rice Burroughs, prese ispirazione da Romolo e Remo: i due mitologici gemelli figli di Rea Silvia, discendente di Enea, e di Marte che sono all’origine della fondazione di Roma, che furono abbandonati alla corrente del fiume Aniene e allattati da una lupa.

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Sette porte da aprire insieme: progetti da condividere

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A volte ci si incontra per strada mentre si sta andando da qualche parte e si scopre che si è diretti nello stesso posto e allora si fa un pezzo di strada insieme. In compagnia, in genere, si viaggia bene se quest’ultima è buona, è ovvio. Altre volte non si sa con esattezza dove andare e allora vedere che qualcuno si dirige deciso verso una meta dà l’ispirazione per muoversi nella stessa direzione, o quasi. E questo è importante soprattutto quando, per vari motivi, si è restati un po’ fermi, come è accaduto in questi due anni di covid per molti. Per queste ragioni voglio qui condividere qualche luogo fisico o in termini di percorsi che voglio intraprendere.

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Il tuo ultimo post

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Ad ogni giorno la sua pena c’è scritto nel Vangelo di Matteo. Per ciascun giorno il suo argomento, il suo tema, il suo post più o meno inutile dico io. L’importante è che scrivi o dici qualcosa in un video o in un podcast ogni dì, o quasi. È vero che è buona regola postare tutti quanti un po’ meno e farsi vivi solo quando si ha qualcosa da dire ma la nostra mente è in pratica infinita e stimolandola nel modo giusto tira fuori comunque qualcosa d’interessante ogni volta che glielo chiediamo.

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La bonaccia e le ricerche

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Photo by Manuel Torres Garcia on Pexels.com

C’è una certa bonaccia in questo periodo, almeno per me. Non soffia un singolo alito di vento. Le vele lo attendono. Prima o poi ritornerà. Inutile che dica che tutto va a gonfie vele, che sto facendo chissà cosa, che non ho tempo per niente e nessuno e bla bla bla, come quelli che la raccontano. Sono patologici e pericolosi. Come altrettanto pericoloso è quel che ho appena affermato io.

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Dacci oggi il nostro sterile post quotidiano

Passiamo il 90% del tempo sui social a propagandare noi stessi, qualunque minchiata che facciamo. E se non abbiamo niente da fare ci spariamo selfie in qualsiasi posto dove siamo. Ci mostriamo felici, beati, sereni e persino saggi e dispensatori di massime, consigli e frasi illuminate. Perché lo facciamo? Per non essere da meno degli altri. Se, infatti, notiamo che i nostri amici hanno partner bellissimi, case fantastiche, macchine fighe scatta il meccanismo della competizione sociale, spesso frutto dell’invidia, e quindi annunciamo al mondo quanto il nostro pene o le nostre tette siano più grandi e grosse.

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Domande sulla forza delle immagini

Ieri sera vedevo dei buoni cortometraggi a Vicoli Corti, ben fatti, da ogni punto di vista: sceneggiatura, regia, fotografia, ecc. Si vedeva che c’erano registi esperti, buoni direttori della fotografia, scenografi in gamba, ecc. Stavo per andare via dopo aver visto le prime due proiezioni della serata quando piombano le immagini del documentario in programma Due scatole dimenticate, una produzione del 2020 con la regia di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli. La mia intenzione di alzarmi dalla sedia viene subito stoppata e il tempo vola in quei cinquantotto minuti di film che all’inizio mi avevano un po’ spaventato. Ho pensato che per un lavoro del genere erano troppi e che mi sarei annoiato. Invece altro che noia!

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La speranza dell’Afghanistan

Quel che sta accadendo in Afghanistan ci riguarda tutti, nessuno escluso, e molto da vicino. Siamo in un mondo sempre più interconnesso dove ciò che avviene da qualche parte nel mondo ha riflessi in varie zone, persino distanti. Infatti ora ci prepariamo ad accogliere i profughi che da quel paese arriveranno in Europa. E questo potrebbe essere solo l’inizio di una serie di scosse di terremoto che l’abbandono repentino da parte degli USA ha scatenato. È probabile che ritorni il terrorismo internazionale, per fare un altro esempio.

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Baudolino e il tramonto del Medioevo

Ci sono tre romanzi in uno in Baudolino di Umberto Eco, che ho appena finito di leggere. Vediamoli in sintesi uno per uno:

  1. Il romanzo picaresco, o d’iniziazione, di un tredicenne di umili origini della Fraschetta, nella bassa pianura padana vicino ad Alessandria, che viene adottato dall’imperatore Federico Barbarossa;
  2. Il romanzo storico di un giovane, sempre Baudolino, in cui Federico nutre grande fiducia e dal quale si fa supportare in diverse imprese e nell’opera fondamentale di legittimazione di fronte alle minacce del papato anch’esso alla ricerca della supremazia;
  3. Il romanzo fantastico di un uomo che dopo la morte del Barbarossa va alla ricerca del Prete Gianni e s’imbatte in terre in cui abitano creature dei bestiari medievali come gli sciapodi, i blemmi, gli uccelli di Roq e altri.
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Il mondo è allo sbando

Cosa sta succedendo al mondo, agli esseri umani da almeno venti anni a questa parte? Ci sono eventi che non hanno una spiegazione logica. C’è in atto un aumento netto delle temperature in tutto il mondo e aldilà di proclami e promesse solenni nulla si sta facendo per uscire dall’effetto serra. È in corso una pandemia che ha mietuto così tante vittime ad ogni latitudine e non c’è collaborazione internazionale sui vaccini e sulle altre misure per contrastarla. In Afghanistan ci sono stati tanti caduti e si sono spesi tanti soldi per poi riconsegnare il paese a coloro che si combattevano, i Talebani.

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La fiaccola e la svastica in epoca messapica

Ogni età ha le sue insegne, i suoi loghi, i suoi simboli. Uno dei più diffusi di sempre è, per esempio, la croce cristiana. Oppure pensiamo alla mela di Apple. Oppure ancora all’ebraica stella a sei punte. Nel post del 14 agosto mi sono soffermato un po’ su alcuni stemmi cavallereschi del XIV secolo. Oggi voglio andare ancora più indietro nel tempo, fino all’era messapica, dal VI al III secolo a. C.

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