Storie intorno a un buco: stralci di un racconto inedito

Foto di FOX

Certe volte le storie si presentano come dei buchi più o meno profondi che fanno venire le vertigini. Tu ci passi vicino e hai come la sensazione di trovarti nei pressi di un buco nero o, meglio, immagini questo dato che nessuno ha avuto questa esperienza, se non nella fantascienza, nell’immaginazione. Però i buchi, piccoli o grandi che siano, ci sono nelle nostre vite e a tanti livelli: dai pozzi, a volte pericolosi e mortali come accadde per Alfredino, agli oblò rovesciati, come avvenne per i passeggeri della Concordia, alle torri dei castelli, lunghi cilindri irti sui colli delle città, e alle loro feritoie. Da qui passano leggende e racconti buoni per i turisti ma anche per qualche drammaturgo o romanziere che vi si butta dentro, senza sapere se troverà una via d’uscita all’inizio. Per costoro del resto si tratta di giocare così come fanno i bambini. E allora io mi sono divertito a fiondarmici in questi pertugi come facevo quando avevo sei o sette anni. Ne ho recuperato la memoria o ne ho inventato una e ho concepito un sali-scendi che ho chiamato O, il buco della storia di cui voglio pubblicare qui due estratti. Il primo è l’incipit che riporto qui di seguito.

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Teatro in un piccolo paese: come trovare i pezzi giusti da rappresentare e con chi lavorare

Foto di Francesco Ungaro.

Il teatro è un ottimo modo per rappresentare un piccolo paese e il suo popolo nel mondo. Racconta il tuo villaggio e racconterai l’universo diceva Dostoevskij. Si tratta di una delle forme d’arte più antica e come tale il potere delle sue storie, delle sue evocazioni è molto potente e attraverso le emozioni che comunica arriva in modo diretto al cuore delle persone, di qualsiasi nazionalità siano. Perciò una comunità che comunica se stessa in questo modo fa una delle operazioni più efficaci e di successo che possano esserci. Ci sono almeno sette motivi fondamentali da parte degli spettatori per vedere uno spettacolo teatrale.

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Il tuo approccio strategico al web con il contenuto minimo funzionante

Foto di Paula Schmidt

Prima di scrivere tutto il libro o realizzare tutto il sito o produrre tutto il film o serie tv fai dei test per vedere come saranno accolti dai lettori o spettatori. Anche la scrittura ha il suo minimum viable product: il contenuto minimo funzionante. Se vuoi che testi, immagini, video del sito web e dei social siano efficaci la strategia migliore al mondo è partire tecniche cosiddette lean. È storia questa e in casa Toyota, in Giappone, è stata messa a punto il minimum valuable product, come si dice in inglese. Se ne parla in modo consapevole dal 2001 e in poche parole consiste in una filosofia produttiva nella quale non c’è più la realizzazione del prodotto e poi il suo lancio. E viene anche superato il concetto di prototipo. Il prodotto o il servizio non viene nemmeno creato. Si realizzano al massimo delle ipotesi di prodotto che vengono testate sugli early adopter, categorie di utenti disposti a fornire feedback disinteressati.

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L’intelligenza Artificiale sta cambiando il modo in cui scriviamo e pensiamo

Pc e smartphone

Sta cambiando l’approccio alla scrittura aiutandoci a essere più concisi e precisi

In passato, per scrivere un documento, si dovevano raccogliere tutte le informazioni necessarie e poi inserirle. Con l’aiuto dell’intelligenza artificiale, questo non è più il caso. Essa può ora aiutarti a raccogliere tutto il necessario e scrivere in modo più efficiente. Questo perché l’IA può mettere insieme più fonti e identificare quelle più importanti. Inoltre, può aiutarti a garantire che i tuoi documenti siano accurati e concisi.

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Il personal branding di Skande

Foto di cottonbro da Pexels.

Ho appena finito di leggere Fai di te stesso un brand di Riccardo Scandellari, in arte Skande. Come sottotitolo il libro recita: essere autorevole e ispirare fiducia. Seguo il blog di questo caro amico da qualche anno e cerco di trarne ispirazione per il mio personal branding che nel prologo viene definito come

l’atto di gestire il modo in cui una persona vuole essere percepita da chi la incontra online e offline.

Un brand non è solo una grande azienda: ogni professionista lo è. E ciascuno, oggi, può ottenere un suo pubblico. Questa è una delle idee che più m’interessa nei contenuti di Riccardo. Ogni artista o creatore di contenuti (e io faccio entrambe le cose) deve cercare, coltivare, nutrire, soddisfare un suo pubblico. A partire dalla massima della filosofia occidentale, dalle parole dell’oracolo di Efeso: CONOSCI TE STESSO. Questo è il titolo del primo dei sei capitoli in cui si dipana l’avventura del nostro eroe che vuole convertire i suoi lead in clienti o spettatori o fan. Oggi tutti noi acquistiamo non tanto sulla base delle caratteristiche del prodotto, del suo prezzo, ecc. No. Quel che ci interessa di più è l’affinità con chi ce lo propone. Quindi, gioco forza, dobbiamo scegliere a chi piaceremo, sapendo che gli altri o ci odieranno o resteranno indifferenti a noi.

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