L’anno di Gigia

Foto di Antonio Friedemann.

A piccoli passi e con il suo bastone in una mano, Luigi conduceva con l’altra Gigia, la scimmietta che da due anni a questa parte viveva con lui, dopo che era stata trovata moribonda in un fossato, saltata fuori forse da qualche circo di passaggio. Era piuttosto irrequieta e non poteva tenerla con sé in casa. Nella prima settimana aveva rotto il televisore, un candelabro, piatti e bicchieri. Così l’aveva sistemata in una grotta sul monte dietro casa, anche se faceva un po’ fatica a raggiungerla.

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I pattini di Giacomo

Foto di Andrea Piacquadio.

Pioviggina, le gocce toccano il suolo ed evaporano. C’è afa e il respiro è un po’ pesante. Maledetto scirocco pensava fra sé Bartolomeo mentre apriva il portone della chiesa come ogni giorno alle nove. Un’ora dopo, di solito, arrivava don Gino che gli diceva un po’ le cose da fare, come preparare la chiesa per qualche funerale al pomeriggio o matrimoni per l’indomani. Oppure c’era qualche stanza per il catechismo da pulire o magari c’era da andare a pagare qualche bolletta. Ci teneva il parroco a tenere aperta la chiesa al mattino, anche se non veniva mai nessuno, o quasi. Ma quel giorno di inizio Ottobre il meccanico del paese venne a raccomandare la sua anima al cielo.

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Francesco D’Assisi e Federico II

Foto di Magali Guimarães.

Francesco D’Assisi è stato davvero un giullare, cioè un attore di strada medievale, che ricorreva nelle sue predicazioni a tecniche affabulatorie e d’intrattenimento. Si autodefinì giullare, questo è certo, andando contro l’editto di Federico II che metteva al bando questo tipo di figure. L’imperatore infatti non amava la satira, come dimostrato dagli studi sulla scuola poetica siciliana. Nel suo Contra Joegulatores Obloquentes invitava a insultare e bastonare i giullari.

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7 storie pugliesi da raccontare in scena o sugli schermi

Chiesa madre di Francavilla Fontana

Una volta la regione del tacco d’Italia veniva indicata come le Puglie, ben consapevoli, come si era, che la Puglia come entità è inesistente: sulla carta si sono segnate delle linee di confine che includono zone molto eterogenee tra loro per cultura, civiltà, paesaggio geografico, ecc. Entità come il Salento, la Murgia, la Terra d’Otranto e altre esprimono stratificazioni differenti, modi di esprimersi diversi da paese a paese in molte occasioni, ecc. Ed è quindi normale che da Foggia, che appartiene alla Daunia, e Lecce ci siano miriadi di storie più o meno popolari, più o meno colte, che attendono di essere raccontate. A volte qualcuno l’ha fatto e altre volte no. Io oggi voglio accennare ad un elenco di 7 storie tra le più mirabili e significative pronte per un romanziere, per un drammaturgo, per uno sceneggiatore e quindi per case editrici, produzioni teatrali e di cinema.

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Opere di teatro e di cinema su commissione

Foto di Cottonbro.

Spesso le storie sono commissionate a romanzieri, sceneggiatori e drammaturghi e poi realizzate e distribuite. Così come accade per l’architettura, per la pittura e altre arti anche nello storytelling c’è un committente e un artista incaricato. Di esempi ce ne sono tanti. Vediamo di farne qualcuno. Il 6 luglio del Duemila a Bologna Marco Paolini portò in scena la prima di I-Tigi, Canto per Ustica. Io c’ero quella sera e quel racconto resterà impresso per sempre in me e nei familiari delle vittime della strage di Ustica che chiesero a questo attore-narratore di raccontare a suo modo quella tragedia. Paolini era il candidato ideale per farlo dopo il suo memorabile lavoro sul Vajont. Un altro a cui tanti hanno commissionato addirittura monumenti e cattedrali da raccontare è stato Dario Fo. Un lavoro su tutti che voglio ricordare, in questo senso, è Il tempio degli uomini liberi che parla del Duomo di Modena. Ma c’erano storici anche sempre pronti a fornirgli tutti i risultati delle loro ricerche come Chiara Frugoni grazie alla quale il premio Nobel concepì Lu Santo Jullare Françesco.

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Storie intorno a un buco: stralci di un racconto inedito

Foto di FOX

Certe volte le storie si presentano come dei buchi più o meno profondi che fanno venire le vertigini. Tu ci passi vicino e hai come la sensazione di trovarti nei pressi di un buco nero o, meglio, immagini questo dato che nessuno ha avuto questa esperienza, se non nella fantascienza, nell’immaginazione. Però i buchi, piccoli o grandi che siano, ci sono nelle nostre vite e a tanti livelli: dai pozzi, a volte pericolosi e mortali come accadde per Alfredino, agli oblò rovesciati, come avvenne per i passeggeri della Concordia, alle torri dei castelli, lunghi cilindri irti sui colli delle città, e alle loro feritoie. Da qui passano leggende e racconti buoni per i turisti ma anche per qualche drammaturgo o romanziere che vi si butta dentro, senza sapere se troverà una via d’uscita all’inizio. Per costoro del resto si tratta di giocare così come fanno i bambini. E allora io mi sono divertito a fiondarmici in questi pertugi come facevo quando avevo sei o sette anni. Ne ho recuperato la memoria o ne ho inventato una e ho concepito un sali-scendi che ho chiamato O, il buco della storia di cui voglio pubblicare qui due estratti. Il primo è l’incipit che riporto qui di seguito.

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Tre modi con cui comunicano artisti ed attori tra eventi in città e TikTok

Foto di cottonbro da Pexels

Se vuoi l’attenzione del tuo pubblico devi avere una buona storia da raccontare. Ma storia nel senso vero del termine. Non basta una foto e una musichetta e un video più o meno divertente da inserire su Facebook, Instagram TitkTok. Serve un buon viaggio dell’eroe con chiamata in causa, peripezie, protagonista e antagonista, anche se hai a disposizione solo pochi secondi. Per gli artisti, poi, questo è ancor più vero. Specie gli attori, per i narratori per eccellenza. Da loro pretendiamo, giustamente, qualcosa di più.

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Ricchezza e povertà del web

Sempre il saggio ha con sé la sua ricchezza 💰, si legge nel primo rigo della Favola di Fedro intitolata Ricchezza e povertà di Simonide. In essa lo scrittore romano narra una vicenda che riguarda il poeta greco lirico Simonide. Originario di Ceo, si reca nelle corti dell’Asia Minore per comporre lodi di vincitori, previo pagamento. Arricchitosi con questa professione pensò di tornarsene via mare 🌊 in patria, presso l’isola di Ceo. S’imbarcò su una vecchia nave che si sfasciò durante una tempesta orrenda. Vi erano dei mercanti che durante il naufragio arraffarono cinture, borse e altri oggetti di valore, cercando di salvarne il maggior numero possibile. A Simonide un tale chiese:

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Tarzan e lo zoo

Tra gli eroi d’infanzia avuti in dote c’è Tarzan, di cui oggi si celebra la giornata a lui dedicata. E spulciando qualcosa su di lui mi sono accorto di una cosa che non sapevo: l’autore dei suoi romanzi, Edgar Rice Burroughs, prese ispirazione da Romolo e Remo: i due mitologici gemelli figli di Rea Silvia, discendente di Enea, e di Marte che sono all’origine della fondazione di Roma, che furono abbandonati alla corrente del fiume Aniene e allattati da una lupa.

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Brindisi, Boccaccio e la Sindone

Che cosa lega la città di Brindisi, in Puglia, con Giovanni Boccaccio, scrittore e poeta autore del Decameron, e con la Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che secondo la tradizione avrebbe avvolto Gesù dopo la sepoltura e che ne conserverebbe l’effige? Questo non è un quiz estivo, come tanti, e il legame è profondo, pieno di scoperte e che ci può portare nel cuore di una storia avvincente, quanto quasi ignota. È una di quelle vicende sulle quali non solo passa l’oblio del tempo ma che certe mani provano a cancellare ma che tuttavia emergono grazie a tracce molto piccole, quasi micro. A ben guardarle, però, si scopre che c’è un mondo a proposito di esse.

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