Ricchezza e povertà del web

Sempre il saggio ha con sé la sua ricchezza 💰, si legge nel primo rigo della Favola di Fedro intitolata Ricchezza e povertà di Simonide. In essa lo scrittore romano narra una vicenda che riguarda il poeta greco lirico Simonide. Originario di Ceo, si reca nelle corti dell’Asia Minore per comporre lodi di vincitori, previo pagamento. Arricchitosi con questa professione pensò di tornarsene via mare 🌊 in patria, presso l’isola di Ceo. S’imbarcò su una vecchia nave che si sfasciò durante una tempesta orrenda. Vi erano dei mercanti che durante il naufragio arraffarono cinture, borse e altri oggetti di valore, cercando di salvarne il maggior numero possibile. A Simonide un tale chiese:

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Tarzan e lo zoo

Tra gli eroi d’infanzia avuti in dote c’è Tarzan, di cui oggi si celebra la giornata a lui dedicata. E spulciando qualcosa su di lui mi sono accorto di una cosa che non sapevo: l’autore dei suoi romanzi, Edgar Rice Burroughs, prese ispirazione da Romolo e Remo: i due mitologici gemelli figli di Rea Silvia, discendente di Enea, e di Marte che sono all’origine della fondazione di Roma, che furono abbandonati alla corrente del fiume Aniene e allattati da una lupa.

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Brindisi, Boccaccio e la Sindone

Che cosa lega la città di Brindisi, in Puglia, con Giovanni Boccaccio, scrittore e poeta autore del Decameron, e con la Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che secondo la tradizione avrebbe avvolto Gesù dopo la sepoltura e che ne conserverebbe l’effige? Questo non è un quiz estivo, come tanti, e il legame è profondo, pieno di scoperte e che ci può portare nel cuore di una storia avvincente, quanto quasi ignota. È una di quelle vicende sulle quali non solo passa l’oblio del tempo ma che certe mani provano a cancellare ma che tuttavia emergono grazie a tracce molto piccole, quasi micro. A ben guardarle, però, si scopre che c’è un mondo a proposito di esse.

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Narrare il Medioevo

In estate molti comuni del Belpaese amano attrarre e intrattenere turisti attraverso delle manifestazioni che ricordano il Medioevo ed alcuni personaggi di quel periodo storico. In questo tipo di eventi conoscono, di volta in volta, nuove location e nuovi format più o meno originali. Dal Palio di Siena in poi, insomma, sembra esserci una riscoperta di un’età che una volta era considerata buia a causa di saccheggi, guerre, incertezza politica, fazioni e un generale regresso dell’economia, delle arti e delle scienze. La storiografia ha per fortuna ribaltato questo giudizio ingeneroso verso una stagione storica foriera, invece, di studi, di conquiste importanti in ogni campo, di avvenimenti personaggi che oggi, giustamente, ricordiamo. Basti pensare, ad esempio a quel che avveniva nelle biblioteche dei monasteri, su cui si basa il romanzo storico Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Per altri versi il Medioevo ci ha dato Dante Alighieri, Francesco D’Assisi, Carlo Magno, San Tommaso e tanti altri. Perciò si assiste ad un fiorire di celebrazioni, presentazioni di libri, giostre medievali, spettacoli, ecc. E qualche volta si cade in una categoria che sarebbe meglio evitare: mi riferisco ad avvenimenti che hanno il sapore, il colore che vorrebbe ricordare il periodo di cui stiamo parlando ma che si risolvono, invece, in carnevalate di cattivo gusto.

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Le grandi palle della vita

young female blowing huge balloon in sky
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Ma se gonfi un chewing gum come un pallone poi ti trascina in cielo? Se riesci a metterci tutta l’aria che puoi diventa grande? Se ti spolmoni e lo riempi fin dove arriva? Son domande che da ragazzino mi son fatto tante volte quando facevo i miei esperimenti con le Big Babol. Volevo creare una mini-mongolfiera che mi portasse su su su. Ma i risultati arrivavano fino a qualche centimetro e poi c’era l’inevitabile botto. Io intanto ci riprovavo di nuovo. Altro tentativo che facevo era con i palloncini di gomma che, essendo più grandi, in teoria dovevano essere adatti all’uso che intendevo farne. Anche qui c’erano scoppi, un po’ più fragorosi e gomma che mi restava inerte tra le mani. Una volta ci provai anche con il pneumatico di un motorino. Lo gonfiai con il manicotto dell’aria sulla stazione di servizio gestita dai miei. Il tipo continuava a ripetermi basta così, ma io volevo farlo volare quel trabiccolo e quindi davo sempre più aria fino a quando anche quella gomma esplose. Così terminarono i miei esperimenti con le sfere di materiale inerte.

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I dormienti, il bene e la giustizia

Metti sette fratelli, ai tempi delle persecuzioni cristiane. Cerca di farli inginocchiare davanti agli idoli pagani perché rinneghino la loro religione. Se non lo fanno decapitali e amen. Poi finiranno nel libro dei martiri, specie se prima resistono a prove terribili come, ad esempio, al tentativo di bruciarli vivi. Sembra la trama agiografica dei tanti cristiani perseguitati di quel periodo. I santi medici, per esempio, prima che fossero decollati furono lapidati ma le pietre rimbalzavano. Furono gettati in un dirupo ma i lacci si sciolsero prima. Subirono, insomma, cinque supplizi, quasi a sottolineare che erano, appunto, in cinque. I sette dormienti, invece, subiscono una sorte diversa e più affascinante. Dapprima si cerca di farli convertire in modo forzato ma loro rifiutano. E a questo punto invece di subire pene e afflizioni, vengono rilasciati. Allora vanno a nascondersi in una grotta. Solo uno di loro, di tanto in tanto, esce per procurare i viveri travestendosi da mendicante. Vengono tuttavia scoperti e murati vivi nella grotta. Tutti si dimenticano di loro e dopo duecento o trecento anni, a seconda della versione, vengono ritrovati nell’antro dove si erano appartati. Invece dei cadaveri li ritrovano vivi: nel frattempo avevano dormito. Teatro di questa vicenda è Efeso e loro diventeranno sette santi venerati sia dalla chiesa cattolica sia dalla chiesa ortodossa.

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La corda, il colapasta e la tromba

Conosci i culacchi? Si tratta di racconti più brevi, rispetto ai più noti “Cunti”. Di solito sono satirici, a sfondo anti-clericale e si tramandano di generazione in generazione in Salento nella cultura popolare. Varie bocche in paese li raccontano e li abbelliscono a proprio gusto. A volte il soggetto è qualche aspetto più o meno buffo del costume. Altre volte ancora riprendono dei fatti curiosi, non importa se accaduti davvero o no. Un tempo erano queste le narrazioni della cronaca popolare, in modo non diverso da quel che faceva Matteo Bandello nel 1500 nelle sue Novelle. La prosa, poi, può anche ricordare quella comica e fulminea di François Rabelais. I culacchi più noti sono quelli di Papa Galeazzu, vera e propria maschera di Lucugnano, frazione di Tricase, protagonista di molti episodi picareschi. Più di recente ne ho letto una buona raccolta in Dialettandoci di Vincenzo Sparviero. Nel mio spettacolo Mistero Salentino, ne adopero molti. In questo articolo voglio proporne tre che sono nati dalla mia penna. Per la verità si tratta di tre raccontini che hanno il sapore di questo genere letterario considerato minore. Eccoli qui di seguito. Buona lettura!

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Voglio essere pagato per non fare nulla

Con Carlo Farina a via del Corso a Roma nel 2019

«Che fai porco 🐷? Vai a lavorare!». Questa fu la reazione che mio zio Tommaso ricevette mentre dipingeva una tela su di un cavalletto nel centro storico del suo e mio paese natio, Ceglie Messapica (Br). Correva l’anno 1971, un prozio gli ruppe tutto e gli intimò di tornare a lavorare nei campi. Tommaso, invece, pensò bene di trasferirsi a Roma e di fare il ritrattista a Piazza Navona. Non lontano da questo favoloso e notissimo luogo d’arte e turismo, a via del Corso, nel 2019 ho visto un artista di strada seduto su uno sdraio che con un cartello su cui c’era scritto “Pay me to do nothing” (Pagami per non fare nulla) chiedeva le offerte a cappello ai passanti. Ho subito pensato: che genio!

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