Tre libri per conoscere Oria e i suoi tesori

Il castello di Oria (Br) visto da Piazza Lama.
@giuseppevitaleattore Tre libri per conoscere Oria e i suoi tesori. #oria #salento #libri #giornatamondialedellibro2022 #turismo #cultura #ebrei #medioevo ♬ A fashionable song where time passes slowly(847776) – NARU

Sabato 23 aprile 2022 si celebra  la Giornata Mondiale del Libro che, tra le altre cose, promuove la lettura. È una delle iniziative più belle e proficue dell’Unesco che  l’ha istituita nel 1996. Ho deciso, perciò, da oggi 20 Aprile 2022 fino a sabato di parlare di una serie di libri su varie materie o luoghi che mi stanno a cuore. Cominciamo da questi ultimi o, meglio, dal posto in cui vivo, Oria, in provincia di Brindisi, cittadina del Nord Salento che, grazie ai suoi tremila anni di storia, di tesori ne ha tanti da conoscere e di ogni tipo. Oltre che meta turistica è oggetto di scavi archeologici e di numerosi studi.

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Santa Maria del Casale, tra leggende ed ex voto

Facciata della Chiesa di Santa Maria del Casale a Brindisi.

Santa Maria del Casale di Brindisi è una chiesa in un non-luogo, con accanto i depositi della seconda guerra mondiale dell’aeroporto militare, separati dal filo spinato, un po’ più in là le sagome degli aerei di linea e gli hangar, le auto di chi approfitta del piazzale per parcheggiare ed evitare le tariffe dell’aeroporto civile e poi via Maestri del Lavoro d’Italia, un’anonima via non solo nel nome ma anche nelle sporadiche abitazioni. Trovi l’edificio procedendo dal centro sulla via per San Vito dei Normanni e poi dopo la caserma dei pompieri imbocchi per il Casale che è un po’ quel quartiere giardino, almeno nelle apparenze, che si può vedere passeggiando sul porto di Brindisi da dove si vede, ai piedi della scalinata delle colonne terminali della via Appia, il monumento al marinaio che spesso è la cartolina della città. Ma davanti all’edificio medievale non sembra di essere in un giardino. Questo ho pensato durante la mia prima visita ad esso ieri, 28 settembre 2021. Siamo in un posto isolato, con vetri rotti per terra di qualche parabrezza sfondato dai ladri. Qui se un giardino c’è è quello all’interno del chiostro, al quale si accede dalla sagrestia, peraltro chiuso sulla strada da un più che necessario cancello.

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Baudolino e il tramonto del Medioevo

Ci sono tre romanzi in uno in Baudolino di Umberto Eco, che ho appena finito di leggere. Vediamoli in sintesi uno per uno:

  1. Il romanzo picaresco, o d’iniziazione, di un tredicenne di umili origini della Fraschetta, nella bassa pianura padana vicino ad Alessandria, che viene adottato dall’imperatore Federico Barbarossa;
  2. Il romanzo storico di un giovane, sempre Baudolino, in cui Federico nutre grande fiducia e dal quale si fa supportare in diverse imprese e nell’opera fondamentale di legittimazione di fronte alle minacce del papato anch’esso alla ricerca della supremazia;
  3. Il romanzo fantastico di un uomo che dopo la morte del Barbarossa va alla ricerca del Prete Gianni e s’imbatte in terre in cui abitano creature dei bestiari medievali come gli sciapodi, i blemmi, gli uccelli di Roq e altri.
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Brindisi, Boccaccio e la Sindone

Che cosa lega la città di Brindisi, in Puglia, con Giovanni Boccaccio, scrittore e poeta autore del Decameron, e con la Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che secondo la tradizione avrebbe avvolto Gesù dopo la sepoltura e che ne conserverebbe l’effige? Questo non è un quiz estivo, come tanti, e il legame è profondo, pieno di scoperte e che ci può portare nel cuore di una storia avvincente, quanto quasi ignota. È una di quelle vicende sulle quali non solo passa l’oblio del tempo ma che certe mani provano a cancellare ma che tuttavia emergono grazie a tracce molto piccole, quasi micro. A ben guardarle, però, si scopre che c’è un mondo a proposito di esse.

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Narrare il Medioevo

In estate molti comuni del Belpaese amano attrarre e intrattenere turisti attraverso delle manifestazioni che ricordano il Medioevo ed alcuni personaggi di quel periodo storico. In questo tipo di eventi conoscono, di volta in volta, nuove location e nuovi format più o meno originali. Dal Palio di Siena in poi, insomma, sembra esserci una riscoperta di un’età che una volta era considerata buia a causa di saccheggi, guerre, incertezza politica, fazioni e un generale regresso dell’economia, delle arti e delle scienze. La storiografia ha per fortuna ribaltato questo giudizio ingeneroso verso una stagione storica foriera, invece, di studi, di conquiste importanti in ogni campo, di avvenimenti personaggi che oggi, giustamente, ricordiamo. Basti pensare, ad esempio a quel che avveniva nelle biblioteche dei monasteri, su cui si basa il romanzo storico Il Nome della Rosa di Umberto Eco. Per altri versi il Medioevo ci ha dato Dante Alighieri, Francesco D’Assisi, Carlo Magno, San Tommaso e tanti altri. Perciò si assiste ad un fiorire di celebrazioni, presentazioni di libri, giostre medievali, spettacoli, ecc. E qualche volta si cade in una categoria che sarebbe meglio evitare: mi riferisco ad avvenimenti che hanno il sapore, il colore che vorrebbe ricordare il periodo di cui stiamo parlando ma che si risolvono, invece, in carnevalate di cattivo gusto.

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