Il padre del cinema

Il 1 settembre del 1902 debuttava a Parigi il primo film di fantascienza nella storia del cinema, Il viaggio nella Luna di Georges Méliès, basato su un soggetto di Jules Verne, come ci ricorda il sito Accadde Oggi. Questo regista può essere considerato il padre del cinema. Prima di lui, infatti, i fratelli Lumière erano fermi ai documentari. Non avevano capito il reale valore di quello che stavano facendo perché pensavano che la loro invenzione era destinata solo ad ambiti scientifici. Quando, infatti, nel 1895 l’illusionista prestigiatore Méliès chiese di comprare l’apparecchio da loro usato questi si rifiutarono di venderglielo asserendo che esso aveva a che fare con la scienza, non con il gioco o il teatro.

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Rubini, la ristrutturazione e le passeggiate in casa

Sergio Rubini e l’ensemble Musica da Ripostiglio sul palco dello spettacolo Ristrutturazione a Francavilla Fontana il 31 Luglio 2021.

Ristrutturiamo le nostre case in questo periodo grazie all’ecobonus al 110%, per chi ha potuto usufruirne. Squadre di edili, idraulici, elettricisti ecc. sono all’opera per sistemare le facciate, cambiare gli infissi, mettere il cappotto termico ecc. Gli italiani escono dal lockdown e dalle zone gialle e rosse rimettendo a posto le loro dimore, pur nelle incertezze dovute al diffondersi della Variante Delta. Sergio Rubini e la sua compagna Carla Cavalluzzi proprio in quei mesi devono aver rimesso insieme alcune disavventure legate a lavori in casa, soprattutto con idraulici. E ne hanno fatto uno spettacolo dal titolo Ristrutturazione, nel quale, tra l’altro, si parla di architettura per bocca di un autore che è ne considerato il massimo teorizzatore: Vitruvio. Ma quel titolo può essere un manifesto di una collettività che sta ricostruendo se stessa sul passare dalla pandemia all’endemia, magari il prima possibile. E se gli artisti non sono stati considerati necessari al bene pubblico ora in questa febbrile opera di ricomposizione il loro essere superflui diventa la manifestazione stessa dell’umanità di noi tutti.

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I dormienti, il bene e la giustizia

Metti sette fratelli, ai tempi delle persecuzioni cristiane. Cerca di farli inginocchiare davanti agli idoli pagani perché rinneghino la loro religione. Se non lo fanno decapitali e amen. Poi finiranno nel libro dei martiri, specie se prima resistono a prove terribili come, ad esempio, al tentativo di bruciarli vivi. Sembra la trama agiografica dei tanti cristiani perseguitati di quel periodo. I santi medici, per esempio, prima che fossero decollati furono lapidati ma le pietre rimbalzavano. Furono gettati in un dirupo ma i lacci si sciolsero prima. Subirono, insomma, cinque supplizi, quasi a sottolineare che erano, appunto, in cinque. I sette dormienti, invece, subiscono una sorte diversa e più affascinante. Dapprima si cerca di farli convertire in modo forzato ma loro rifiutano. E a questo punto invece di subire pene e afflizioni, vengono rilasciati. Allora vanno a nascondersi in una grotta. Solo uno di loro, di tanto in tanto, esce per procurare i viveri travestendosi da mendicante. Vengono tuttavia scoperti e murati vivi nella grotta. Tutti si dimenticano di loro e dopo duecento o trecento anni, a seconda della versione, vengono ritrovati nell’antro dove si erano appartati. Invece dei cadaveri li ritrovano vivi: nel frattempo avevano dormito. Teatro di questa vicenda è Efeso e loro diventeranno sette santi venerati sia dalla chiesa cattolica sia dalla chiesa ortodossa.

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