I pattini di Giacomo

Foto di Andrea Piacquadio.

Pioviggina, le gocce toccano il suolo ed evaporano. C’è afa e il respiro è un po’ pesante. Maledetto scirocco pensava fra sé Bartolomeo mentre apriva il portone della chiesa come ogni giorno alle nove. Un’ora dopo, di solito, arrivava don Gino che gli diceva un po’ le cose da fare, come preparare la chiesa per qualche funerale al pomeriggio o matrimoni per l’indomani. Oppure c’era qualche stanza per il catechismo da pulire o magari c’era da andare a pagare qualche bolletta. Ci teneva il parroco a tenere aperta la chiesa al mattino, anche se non veniva mai nessuno, o quasi. Ma quel giorno di inizio Ottobre il meccanico del paese venne a raccomandare la sua anima al cielo.

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Il teatro della vecchia sedia

Una vecchia sedia davanti a un portone in via Torre Santa Susanna, alla periferia di Oria (Br).

Chi ha detto che il teatro ha bisogno di attori e spettatori? Basta una vecchia sedia davanti ad un portone, anche se non ci sono persone presenti. Il detto e il non detto, le storie, le immagini sono impresse nel sedile impagliato, nel legno, nei chiavistelli, nelle chianche come nella foto qui sopra. Il teatro è nelle cose, negli oggetti, soprattutto se consumati dal tempo. Un’immagine può coglierne un attimo che sa di infinito ma accostando l’orecchio potrai ascoltare frammenti di tante conversazioni e aguzzando gli occhi potrai vederci chi si è avvicendato su quella sedia, bambini che ci hanno giocato vicino, donne del sud con i loro vestiti lunghi, ragazze che palpitano in attesa che qualcuno le noti… La vita scorre e bagna i luoghi e i manufatti che tocca. Questa è la prima drammaturgia che uno scrittore non fa altro che trascrivere e un attore reinventare, si spera, con movimenti, parole, ritmi, pause, ecc. In questo senso è già tutto accaduto, tutto già scritto. Non resta che ricordare, richiamare alla memoria a partire dai segni che si colgono, a patto di prestare loro attenzione. C’è un campo quantistico di infinite possibilità che tutto sottende, in cui ogni sviluppo è possibile, in cui ogni storia può essere raccontata e nel quale tutte le storie del mondo sono fra loro intrecciate, dal Moby Dick alle Mille e una notte, dall’Amleto ai canovacci della Commedia dell’Arte, dal Mahābhārata al Pinocchio di Collodi, dalle favole africane a quelle degli Inuit.

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