Il marketing digitale spiegato in tre semplici mosse

Foto di ANTONI SHKRABA.

La gran parte della nostra vita ha a che fare con persone che per tanta parte del giorno e della notte hanno a che fare con dei device, soprattutto con lo smartphone. Le nostre relazioni passano da questo aggeggio a cui prestiamo di continuo attenzione, perché cerchiamo un’informazione, vogliamo sapere che tempo farà, scriviamo a qualcuno, guardiamo video e storie ecc. Che si tratti dunque di organizzarsi con gli amici per andare a funghi o di promuovere la gita della parrocchia o di trovare lavoro o di promuovere prodotti e servizi dobbiamo fare i conti con questo: sono passati i tempi in cui bastava un cartellone o un annuncio sulla rubrica economica del giornale locale.

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Morte e rinascita del pensiero

Consulto tantissime fonti ogni mattina di diverso tipo e leggo parecchio. Ma, paradossalmente, più leggo e meno trovo argomenti che mi interessano e che posso proporre nel blog. Per carità, in alcuni giorni, arriva una folgorazione e salta fuori qualcosa che mi entusiasma e che pubblico quasi di getto. In molti altri si fa fatica, occorre inventare, bisogna far ricorso a idee da trovare facendo più di uno sforzo. In generale il mondo straborda di news, molte delle quali fake, di tweet, la maggior parte dei quali sfoghi e insulti, di messaggi di stato su Facebook di ogni genere, di video e immagini su Instagram e Twitter, di podcast. L’attenzione è estremamente frammentata tanto da indurti in catalessi proprio, al sonno 😴, al rincoglionimento.

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L’attenzione è finita, esaurita, dissolta

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Vuoto mentale. Disinteresse per qualsiasi cosa. Zero stimoli. Nulla di ciò che accade mi colpisce. Vedo tanto entusiasmo per le olimpiadi, per i risultati degli italiani. Mi fa piacere. Seguo in parte per un mio lavoro ma non mi accende il cuore. Assisto ai dibattiti sui vaccini e leggo sgomento le dichiarazioni di Anthony Fauci e degli altri virologi. Ma alla fine mi sembrano appartenere a un mondo che non abito. Più si starnazza e si bombarda e più io sono altrove. Dove di preciso non so, ma so che anima, mente, corpo abitano in una qualche altra dimensione dove il 99,98% di quello che succede sul pianeta terra non mi riguarda. Non so perché sia così. Sarò diventato asociale? Sarò diventato un misantropo? Probabile. Vado agli eventi ma dopo cinque minuti scappo via per la noia. Mi rifugio tra i video di TikTok ma non riesco a guardarne nessuno: li scrollo tutti. Sfoglio i giornali e non me ne frega una beata minchia di nessun titolo.

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