Nel nome di Leonardo Vitale, artista della meraviglia

Leonardo all’opera negli anni ’90.

Leonardo Vitale è stato un artista salentino, nato a Ceglie Messapica (Br) nel 1952 e vissuto dall’età di ventuno anni in poi ad Oria (Br). Nella sua vita ha usato due strumenti: l’aerografo e i gessi. Con i primi ha realizzato scenografie per luna park, spettacoli viaggianti, trompe l’oeil, quadri e numerose personalizzazioni di caschi, moto, auto, ecc. È stato anche uno spray paint artist: realizzava paesaggi fantasy con le bombolette di vernice. Con i gessi è stato un madonnaro conosciuto in Puglia fin dal suo anno di esordio, il 1985. Non si possono contare le cittadine dove sull’asfalto ha dipinto i santi delle feste che si tengono un po’ ovunque. Suo malgrado, poi, è entrato nella cronaca a causa dell’aggressione, purtroppo per lui mortale, durante un tentativo di rapina il 4 ottobre 2021 a Lecce.

Per me è stato soprattutto mio padre. Ci ha lasciati, senza volerlo, all’improvviso a sessantanove anni di età. Tra l’altro era l’ultimo familiare in vita che avevo. Ma non sono i miei dolori e le mie ferite l’oggetto di questo articolo. Magari ne parlerò qualche altra volta per raccontare determinati aspetti. Qui voglio invece accennare alla sua eredità artistica, in particolar modo alla sua attività in strada. Che negli anni avesse riunito su di sé tanta ammirazione, un grande affetto, una stima davvero notevole iniziava ad essere evidente dai capannelli di persone che si fermavano davanti a lui, chino per terra, a disegnare e colorare madonne e santi. Tante persone restavano a guardarlo, a parlare con lui ed alcuni ne approfittavano per imparare perché poi negli anni altri artisti hanno proseguito per questa via. Molti bambini restavano incantati e so per certo che era una grande gioia per lui, che in parte lo consolavano per quel figlio ventenne perso per un incidente stradale nel 1997.

La notizia della sua morte ha lasciato molta amarezza tra tutti coloro che erano abituati a vederlo durante le feste religiose di Oria, Mesagne (Br), Francavilla Fontana (Br), Ceglie Messapica (Br), Grottaglie (Ta), Taranto, Brindisi e in tanti comuni da Bari a Lecce. Nei social ho visto numerose toccanti testimonianze. A pochi mesi dall’accaduto l’oratorio S.I.N.G. di Oria, il 31 Gennaio 2022, gli conferì il premio alla memoria.

In questi giorni, è stato anche ricordato dagli organizzatori della festa patronale di Oria e in special modo da Barsanofio Chiedi, noto tra l’altro come presidente dell’Archeoclub. In quest’occasione ha chiamato Francesco Strabone, assistente alla cattedra di pittura di Cosimo Marullo dell’Accademia di Belle Arti di Lecce, il quale ha selezionato le allieve che hanno dipinto la gigantografia di San Barsanofio nella notte fra il 29 e il 30 Agosto 2022 che si è potuta ammirare su Piazza Cattedrale. Le quattro artiste Margherita Salamida, Dalila Festegallo, Francesca Bovino e Sara Saponaro hanno rinnovato negli oritani il ricordo del loro concittadino che era solito effigiare il santo patrono nei pressi di Porta Manfredi. E ho visto nei loro occhi commozione e gratitudine.

Gigrantografia realizzata da Margherita Salamida, Dalila Festegallo, Francesca Bovino e Sara Saponaro nella notte tra il 29 e 30 Agosto 2022 in piazza Cattedrale ad Oria (Br).

La strada per Leonardo Vitale è stata la sua vocazione, con la sua bellezza, il suo fascino, le sue incognite e i suoi pericoli. Non è un caso che proprio per strada abbia subito l’aggressione che in una settimana lo ha portato alla morte nell’ospedale Vito Fazzi di Lecce l’11 Ottobre 2022. Tante volte da ragazzo l’ho accompagnato e notavo la sua consapevolezza in tal senso, la sua prudenza. Ma lo spettacolo viaggiante, la performance davanti alla gente erano il suo mondo. A volte stava per mesi insieme ai circhi per dipingere i caravan. E la meraviglia della gente, il suo rimanere a bocca aperta era ciò che gli dava vita, a parte le soddisfazioni economiche che spesso erano piuttosto grame.

Sono dieci mesi che rifletto sulla sua parabola, che ripenso anche a quelle volte che si andava insieme per esempio a Campomarino (Ta), a Porto Cesareo (Le) e in altre località anche con mia madre, le volte che poteva. E lui sceglieva il suo pezzo d’asfalto ed io il mio angolo perché artista di strada, a volte, lo sono stato anche io, sebbene con un’altra arte che è quella del teatro. Per ora medito e lascio placare il sommovimento di sentimenti che si muovono come le nuvole ora sospinte dal vento ed ora più placide. È giusto che il senso della meraviglia che lui destava sia ancora riscoperto, nutrito, soprattutto nei bambini. “Ai bambini piace il colore del manto della madonna” disse alcuni anni fa nell’unica intervista che gli sia stata mai fatta. Ed è altrettanto giusto che io mostri al più presto le opere che mi ha lasciato in eredità. Perciò questa storia avrà un seguito, mi auguro a breve, e del quale riparlerò presto anche qui.

E tu hai conosciuto mio padre Leonardo in qualche occasione? Lo hai visto per strada o sei stato suo cliente? Parlane nei commenti se vuoi. E in vista di una pubblicazione che gli si vuole dedicare avremmo anche bisogno di foto di sue opere se possibile. Contattami magari, grazie.

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