La bonaccia e le ricerche

white and black boat on lake
Photo by Manuel Torres Garcia on Pexels.com

C’è una certa bonaccia in questo periodo, almeno per me. Non soffia un singolo alito di vento. Le vele lo attendono. Prima o poi ritornerà. Inutile che dica che tutto va a gonfie vele, che sto facendo chissà cosa, che non ho tempo per niente e nessuno e bla bla bla, come quelli che la raccontano. Sono patologici e pericolosi. Come altrettanto pericoloso è quel che ho appena affermato io.

Continua a leggere

Dacci oggi il nostro sterile post quotidiano

Passiamo il 90% del tempo sui social a propagandare noi stessi, qualunque minchiata che facciamo. E se non abbiamo niente da fare ci spariamo selfie in qualsiasi posto dove siamo. Ci mostriamo felici, beati, sereni e persino saggi e dispensatori di massime, consigli e frasi illuminate. Perché lo facciamo? Per non essere da meno degli altri. Se, infatti, notiamo che i nostri amici hanno partner bellissimi, case fantastiche, macchine fighe scatta il meccanismo della competizione sociale, spesso frutto dell’invidia, e quindi annunciamo al mondo quanto il nostro pene o le nostre tette siano più grandi e grosse.

Continua a leggere

Domande sulla forza delle immagini

Ieri sera vedevo dei buoni cortometraggi a Vicoli Corti, ben fatti, da ogni punto di vista: sceneggiatura, regia, fotografia, ecc. Si vedeva che c’erano registi esperti, buoni direttori della fotografia, scenografi in gamba, ecc. Stavo per andare via dopo aver visto le prime due proiezioni della serata quando piombano le immagini del documentario in programma Due scatole dimenticate, una produzione del 2020 con la regia di Cecilia Mangini e Paolo Pisanelli. La mia intenzione di alzarmi dalla sedia viene subito stoppata e il tempo vola in quei cinquantotto minuti di film che all’inizio mi avevano un po’ spaventato. Ho pensato che per un lavoro del genere erano troppi e che mi sarei annoiato. Invece altro che noia!

Continua a leggere

La speranza dell’Afghanistan

Quel che sta accadendo in Afghanistan ci riguarda tutti, nessuno escluso, e molto da vicino. Siamo in un mondo sempre più interconnesso dove ciò che avviene da qualche parte nel mondo ha riflessi in varie zone, persino distanti. Infatti ora ci prepariamo ad accogliere i profughi che da quel paese arriveranno in Europa. E questo potrebbe essere solo l’inizio di una serie di scosse di terremoto che l’abbandono repentino da parte degli USA ha scatenato. È probabile che ritorni il terrorismo internazionale, per fare un altro esempio.

Continua a leggere

Baudolino e il tramonto del Medioevo

Ci sono tre romanzi in uno in Baudolino di Umberto Eco, che ho appena finito di leggere. Vediamoli in sintesi uno per uno:

  1. Il romanzo picaresco, o d’iniziazione, di un tredicenne di umili origini della Fraschetta, nella bassa pianura padana vicino ad Alessandria, che viene adottato dall’imperatore Federico Barbarossa;
  2. Il romanzo storico di un giovane, sempre Baudolino, in cui Federico nutre grande fiducia e dal quale si fa supportare in diverse imprese e nell’opera fondamentale di legittimazione di fronte alle minacce del papato anch’esso alla ricerca della supremazia;
  3. Il romanzo fantastico di un uomo che dopo la morte del Barbarossa va alla ricerca del Prete Gianni e s’imbatte in terre in cui abitano creature dei bestiari medievali come gli sciapodi, i blemmi, gli uccelli di Roq e altri.
Continua a leggere

Il mondo è allo sbando

Cosa sta succedendo al mondo, agli esseri umani da almeno venti anni a questa parte? Ci sono eventi che non hanno una spiegazione logica. C’è in atto un aumento netto delle temperature in tutto il mondo e aldilà di proclami e promesse solenni nulla si sta facendo per uscire dall’effetto serra. È in corso una pandemia che ha mietuto così tante vittime ad ogni latitudine e non c’è collaborazione internazionale sui vaccini e sulle altre misure per contrastarla. In Afghanistan ci sono stati tanti caduti e si sono spesi tanti soldi per poi riconsegnare il paese a coloro che si combattevano, i Talebani.

Continua a leggere

La fiaccola e la svastica in epoca messapica

Ogni età ha le sue insegne, i suoi loghi, i suoi simboli. Uno dei più diffusi di sempre è, per esempio, la croce cristiana. Oppure pensiamo alla mela di Apple. Oppure ancora all’ebraica stella a sei punte. Nel post del 14 agosto mi sono soffermato un po’ su alcuni stemmi cavallereschi del XIV secolo. Oggi voglio andare ancora più indietro nel tempo, fino all’era messapica, dal VI al III secolo a. C.

Continua a leggere

Brindisi, Boccaccio e la Sindone

Che cosa lega la città di Brindisi, in Puglia, con Giovanni Boccaccio, scrittore e poeta autore del Decameron, e con la Sindone di Torino, il lenzuolo di lino che secondo la tradizione avrebbe avvolto Gesù dopo la sepoltura e che ne conserverebbe l’effige? Questo non è un quiz estivo, come tanti, e il legame è profondo, pieno di scoperte e che ci può portare nel cuore di una storia avvincente, quanto quasi ignota. È una di quelle vicende sulle quali non solo passa l’oblio del tempo ma che certe mani provano a cancellare ma che tuttavia emergono grazie a tracce molto piccole, quasi micro. A ben guardarle, però, si scopre che c’è un mondo a proposito di esse.

Continua a leggere

Non capisco più niente e nessuno

È tutta l’estate che scorro qualsiasi cosa: TikTok, Facebook, Twitter, Instagram, i feed delle news e chi più ne ha più ne metta. Trovo di tutto, davvero uno spaccato di umanità che io, almeno, non capisco: non ho i mezzi per capire i post, le storie, gli stati che vengono pubblicati. Non riesco a capirne più il senso, ammesso che ce ne sia mai stato uno. Io spero che qualcuno si renda conto che occorre iniziare a postare tutti un po’ meno, ma credo che, invece, sarà sempre peggio. Per fortuna ogni tanto smetto ed esco ma è un delirio: non capisco la gente che scorazza nei suv, che compra carne e pesce a tonnellate ogni giorno, alla faccia del global warming, che gioca al superenalotto.

Continua a leggere

Tutte le strade portano a Roma

Tutte le strade portano a Roma titola oggi, 11 agosto 2021, Il Messaggero un articolo su una serie di grandi eventi sportivi che si terranno nella capitale a breve. Dopo la mancata candidatura ad ospitare le Olimpiadi c’è un rinnovato fermento in questo campo. E nella foto che accompagna il testo si vede il Colosseo. Tutte ‘e strade pòrteno a Roma, come si dice in romanesco, allora. In latino suona così: Omnes viae Romam ducunt. Un detto che si riferisce a tutte le vie consolari all’epoca dell’antica Roma. Una rete viaria che in parte è ancora quella attuale e che ha fatto sì che Roma sia sempre, in qualche modo, vicina.

Continua a leggere