Le parole fresche e quelle puzzolenti

Photo by mentatdgt on Pexels.com

Cerco parole aderenti alle cose. Per questo parlo poco, non mi ricordo da quanto. Anni, di sicuro. Preferisco scrivere. Già le parole sono un’astrazione. Quando, poi, si abusa di esse siamo di fronte a cumuli, muri d’immondizia, maleodoranti, nauseabondi. La parola o è fresca o è meglio tacere. Il parlare sia come l’erba dei campi bagnata dalla rugiada del mattino. Altrimenti diventa come i rimasugli dopo il mercato della frutta e della verdura quando fa caldo: il tanfo si sente da lontano. Per questo spesso mi astengo da conversazioni che per lo più sono stantie, pesanti. Stiamo morendo di chiacchiere.

Continua a leggere

L’ora del silenzio e della meditazione

Più si parla di un argomento tra tv, giornali, rete e chiacchiere al bar più mi viene di ignorare quell’argomento o di informarmi su di esso e poi tacere. Sono fatto così. Chiamatemi snob se volete. Quando vedo che il tasso di parole più o meno a vanvera su una questione aumenta me ne tengo fuori. Intendiamoci, a volte le discussioni possono essere costruttive e utili. Ma nella maggioranza dei casi vedo persone di ogni preparazione culturale ed estrazione sociale parlare sopra gli altri, ovunque, dai dibattiti televisivi, agli scambi di battute davanti a un caffé. Perché, come al solito, i più parlano per difendere a priori i loro punti di vista, senza ascoltare gli altri e senza aver sufficienti informazioni in proposito.

Continua a leggere