Morte e rinascita del pensiero

Consulto tantissime fonti ogni mattina di diverso tipo e leggo parecchio. Ma, paradossalmente, più leggo e meno trovo argomenti che mi interessano e che posso proporre nel blog. Per carità, in alcuni giorni, arriva una folgorazione e salta fuori qualcosa che mi entusiasma e che pubblico quasi di getto. In molti altri si fa fatica, occorre inventare, bisogna far ricorso a idee da trovare facendo più di uno sforzo. In generale il mondo straborda di news, molte delle quali fake, di tweet, la maggior parte dei quali sfoghi e insulti, di messaggi di stato su Facebook di ogni genere, di video e immagini su Instagram e Twitter, di podcast. L’attenzione è estremamente frammentata tanto da indurti in catalessi proprio, al sonno 😴, al rincoglionimento.

Ho già parlato di questo aspetto sottolineando il fatto che non prestiamo più attenzione a niente e a nessuno. E da questo punto di vista il più grande favore che possiamo fare ai nostri follower è cercare di pubblicare il meno possibile. Io penso che sia sufficiente un solo post al giorno e poi basta. Che cazzo pensi di avere da dire di più interessante di una cosa al giorno? Fai bene quello e smettila di tempestare la gente. Ora è pur vero che consultiamo i feed di di TikTok, ad esempio, per noia, per distrarci, per vedere qualcosa di sorprendente, strano, istruttivo, comico, ecc. Io sono il primo che alle volte cerco di intrattenermi quando mi annoio e non posso far altro in questo modo, come una volta si faceva con la vecchia televisione. Ma come fare ad avere una cosa da dire in un mondo dove tutti ogni minuto, ogni secondo hanno milioni di cose da dire, mostrare, far vedere, proporti, ecc.?

Esiste una cosa chiamata Pensiero.

Non restare chiuso qui, pensiero

Riempiti di sole e vai, nel cielo

Cerca la sua casa e poi, sul muro

Scrivi tutto ciò che sai, che è vero

Che è vero.

Così cantavano i Pooh. Sappiamo bene quanto i nostri pensieri, per fortuna, vaghino, esplorando persino mondi lontani o soltanto immaginati. Tanto che per alcuni il pensiero è evasione. Filosofia, Religione e Morale: questo c’è scritto sul volume Pensiero dell’enciclopedia I mondi dell’uomo che i miei mi regalarono, per fortuna, da piccolo e che io divoravo. È organizzata per argomenti e consta di dieci volumi. Un giorno zio Rodolfo che soffriva di problemi mentali, pare di oligofrenia, una sorta di paura del mondo esterno, strappò tutte le pagine proprio di questo volume. Io ero disperato perché era quello che mi interessava di più. Così notandolo a casa di un amico glielo chiesi in prestito, lo infilai nella mia enciclopedia e non glielo restituì più. Il pensiero, per me, aveva così ritrovato la sua casa. Oggi come oggi penso che il gesto di mio zio tutto fu tranne che folle perché fu un piccolo atto di ribellione a tre mondi come filosofia, religione e morale tradizionali che erano, poi, su un certo piano i responsabili del suo disagio psichico.

Rodolfo è morto qualche anno fa e ignorava cosa fosse la rete, la parola social per lui era più che arabo. Passava le sue giornate leggendo riviste che per fortuna non distruggeva e ascoltando canzoni su nastri e dischi prima e poi cd: il massimo dell’innovazione che riuscì ad accettare e comprendere. Viveva di pensieri sulla musica e sulla religione soprattutto, in modo speciale su Adamo ed Eva e la natura del cosmo. In questo modo, in fin dei conti, ha vissuto l’uomo per intere ere. Tante civiltà si sono nutrite di solo pensiero, più o meno veicolato dall’oralità, dalle arti e poi dai libri e ora dall’informazione. La cosa strana è che adesso è difficile farsi un’idea su qualcosa. Tanto che i ragazzi per non farsi spappolare il cervello oggi leggono in modo molto più veloce di noi adulti e fanno dei collegamenti ai quali mai abbiamo pensato. Io sono ancora a sbattermi la testa con una cultura che invece il pensiero ha finito per ucciderlo. E che per avere delle opinioni deve chiederle in prestito agli opinionisti di turno.

Altri per avere qualcosa da dire copiano e incollano quel che capita su Facebook, il più grande abbaglio da quando esiste il World Wide Web. Il luogo dove il pensiero abita meglio, dopo la mente, è costituito dai libri, dalle riviste, dagli articoli sui blog, che per fortuna resistono. Ed abbiamo imparato a distinguere tra pensiero verticale, logico, seriale e pensiero laterale che è sincronico, flessibile, ecc. Sulla scorta delle pubblicazioni di Edward De Bono possiamo allora intravedere la rinascita di un pensiero finora latente nella storia dell’umanità. Possiamo anche parlare di pensiero quantico, nato con i più recenti studi di meccanica quantistica e i suoi risvolti spirituali. Importanti sviluppi sta infine conoscendo il pensiero emotivo e il relativo empowrment dell’individuo. Qui posso solo accennare a queste forme di rinascita del pensiero che stanno pian piano rimodellando approcci alle scienze, alla vita quotidiana, alla spiritualità e ad altro ancora con una consapevolezza mai conosciuta dal genere umano, neanche nelle vette della storia della filosofia. Magari posso tornarci sopra in un prossimo articolo. Quel che qui conta è uscire da alcune trappole che volevano liberarci e tornare a volare sulle ali del Nabucco:

Va, pensiero, sull’ali dorate;

va, ti posa sui clivi, sui colli,

ove olezzano tepide e molli

l’aure dolci del suolo natal!

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