Snobismo, solitudine e ricerca dei simili

Fuori dal mondo. Da un’altra parte proprio. Lontano lontano. Così mi sento in questo periodo. O, almeno, dal mondo così come ce lo raccontano televisioni e giornali. E come finisce per essere perché tanti pappagalli ripetono notizie e opinioni sentite da qualcun altro. È una strana sensazione di sospensione perché c’è come un vuoto attorno a me nel quale il battage dei media mi giunge solo come lontani echi. È come essere in montagna, a una certa quota. L’aria è pure più rarefatta e più pura. È bello anche se c’è della noia ogni tanto. Qui scopri che non hai bisogno di essere sempre aggiornato, che non ti serve sapere a quanto è la curva dei contagi, che cosa ha fatto quel tizio o quell’altro, se è andato o meno in una trasmissione o in un’altra o se gli uccelli li vede volare in alto o molto più in basso.

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La poesia del culo e del cuore

Vivo nella più completa noia in questi giorni. Non c’è un evento, una notizia, una persona, un qualcosa che attiri la mia attenzione, donne a parte s’intende. Sfoglio notizie, giornali, storie con la più piena indifferenza. L’acqua passa e nulla resta, nulla di nulla. Non impazzisco solo perché ho da fare, ho i miei impegni. Ma guardo tutto con distacco: email, newsletter, pubblicità (che già prima non è che mi attraeva molto), ecc. Qualsiasi cosa venga detta, annunciata, ribadita, promossa mi scivola addosso. Anche un argomento attuale come ad esempio la vaccinazione mi lascia proprio indifferente. Sarò diventato apatico? Mi volto solo se vedo una bella ragazza o magari resto un po’ a seguire qualche storia di donne che magari abbiano un minino di cose sensate da dire. Quindi che devo pensare che l’altro sesso è in realtà il mio unico interesse? Quello che resta alla fine di tutto? È un bel po’ che dura questo periodo e mi chiedo se tornerò a nutrire interesse per qualcosa.

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