Il teatro che ci manca e che si può fare soprattutto nei piccoli centri

Foto di Tima Miroshnichenko

Il teatro è prima di tutto comunità e parla alla comunità. La prima parte di questa espressione deriva dal fatto che una compagnia, un gruppo è una micro-società. Ciò accade fin dal Cinquecento quando davanti al notaio appaiono i primi membri delle compagnia della Commedia dell’Arte. Finiva il bando durante il medioevo della Chiesa contro gli attori e gli spettacoli teatrali. Terminava il teatro giullaresco dei singoli e s’inaugurava una nuova stagione con le compagnie italiane che girarono il mondo allora conosciuto e che vennero apprezzate soprattutto in terra di Francia. Da allora quelle formazioni ricreavano al loro interno dinamiche sociali che di fatto furono un laboratorio del tipo di strutture sociali che poi sarebbero venute. E per questo vennero osteggiate dalle istituzioni rinascimentali ma anche dei seicento. Soprattutto per la loro promiscuità. Non è un mistero se i primi teorici del socialismo si ispirarono ad esse.

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L’amore a eterna vista

Sono incantato da Roberto Benigni da sempre e ieri mi ha lasciato di sasso per il suo discorso di otto minuti e dieci secondi per la consegna del Leone alla carriera al Festival di Venezia. Che parole ragazzi! Che commozione! Non riesco a mettermi con calma e lucidità davanti alla tastiera per dire qualcosa di sensato in merito, l’emozione mi prende al cuore e l’unica cosa che mi viene da fare è postare da Youtube qui il suo intervento.

Che sodalizio il suo con quella immensa, fantastica donna che è Nicoletta Braschi! La loro storia mi ricorda molto quella di un’altra grandissima coppia del teatro, dello spettacolo e della cultura in Italia che è stata formata da Franca Rame e Dario Fo. Certe chimiche sono incredibili e danno vita a sodalizi in cui le capacità umane e artistiche di ognuno sono centuplicate. E confesso di provare invidia ma anche desiderio di formarne una. Spero di meritarmelo. Penso che sia il modo più straordinario di vivere e produrre arte. Che Dio benedica Nicoletta e Roberto! Resteranno per sempre le parole di Roberto, a partire da:

Conosco una sola misura del tempo: con te e senza di te.

Maestri e stili di comicità fra l’America e l’Italia

Hai caratterizzato un personaggio peculiare, posso chiederti chi sono le tue ‘MUSE ISPIRATRICI’?? Quali comici sono stati in qualche modo i tuoi maestri??

Mi ha scritto la mia insegnante di scrittura comica Brunella Spina che dopo essersi complimentata con me per alcuni video, come si può vedere in un post di Instagram, mi ha fatto la domanda che ho riportato su. Perciò in questo post serio, dopo una serie di articoli ironici, vorrei rispondere a questa domanda e parlare dei miei maestri e modelli.

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