Io e te facciamo il male nel mondo e poi ci prendiamo una birra

diverse best friends hugging on embankment
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Quanto egoismo, quanta cattiveria, quanto menefreghismo sembra esserci nel mondo! Almeno a giudicare dalle conversazioni alle quali partecipiamo o che ci capita di sentire un po’ ovunque. È una continua lamentela su come si è comportato quello o quell’altro. Ciascuno difende le sue ragioni e mette in cattiva luce gli altri. Qui i conti non tornano. Se ognuno ha ragione, chi ha torto? Dal proprio punto di vista ogni persona fa quel che ritiene giusto in un dato momento. Dov’è allora la cattiveria? Dov’è l’egoismo? Che fine fa il menefreghismo? Tu, io, gli altri, tutti agiamo secondo ciò che la nostra coscienza ci dice di fare, o almeno tiriamo le somme e prendiamo la decisione che ci sembra più giusta. Una volta, da bambino, credevo che il mondo fosse diviso in due categorie, i buoni da una parte e i cattivi dall’altra, come quando in classe la maestra mancava e sulla lavagna si scrivevano i nomi di chi si comportava male e di chi si comportava bene. Io ogni volta mi innervosivo e finivo nell’elenco dei cattivi. Invece, volevo stare dalla parte dei buoni, è ovvio! Pure i miei amici erano buoni. Gli altri cattivi, brutti e sporchi!

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Isacco e la nostra trasfigurazione

boy leaning beside an old man
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Spesso m’interrogo su cosa abbia chiesto di preciso Dio ad Abramo quando nella lettura che viene proclamata oggi, 28 Febbraio 2021, in chiesa si legge:

In quei giorni, Dio mise alla prova Abramo e gli disse: «Abramo!». Rispose: «Eccomi!». Riprese: «Prendi tuo figlio, il tuo unigenito che ami, Isacco, va’ nel territorio di Mòria e offrilo in olocausto su di un monte che io ti indicherò».

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