Siamo tutti indemoniati, grazie a Dio!

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Chi più, chi meno, siamo tutti indemoniati, grazie a Dio! Dentro di noi ci sono chissà quanti demoni e il bello è che possono diventare i nostri migliori alleati. A patto che si impari a nutrirli.

Nel Vangelo di Marco, che si legge nelle chiese cattoliche oggi domenica 16 maggio 2021, al capitolo 16 Gesù parla di “segni che accompagneranno quelli che credono: nel mio nome scacceranno demòni”. Al capitolo 5, sempre di Marco, sono già comparsi questi demoni quando Gesù chiede allo spirito immondo dell’indemoniato gadareno “Come ti chiami?”. E la risposta è: “Mi chiamo Legione… perché siamo in molti”. In ognuno di noi albergano molti demoni. Non c’è bisogno che si manifestino spingendoci a fare cose bizzarre come si vede nei film con esorcisti. Ciascuno ha dentro se stesso una moltitudine di spiriti. Tu sei convinto di essere te stesso, superficialmente ti senti qualcuno, fatto in un certo modo ecc. Amico mio, se tu potessi vedere quanti inquilini ti porti nelle viscere. E non pensare che te ne liberi cagando 🙂

L’indemoniato di cui sto parlando esce da un cimitero. Stava sempre in mezzo alle tombe dei morti. Di sicuro non era un sudamericano, che si spaventa solo al nominarli i morti 😉 Che ci faceva quel tizio in mezzo ai defunti? Non era il custode del cimitero, sarebbe stato troppo facile. Forse conosceva una pratica non dissimile da quei monaci buddisti che fanno il tour dei luoghi nefasti, che oggi noi diremmo “emananti energie negative”. Strani i buddisti eh? Il fatto, poi, che i demoni entrino nei porci potrebbe avere a che fare con la loro necessaria metamorfosi. Insomma, sono degli spiritelli birichini, si divertono, ma noi dobbiamo vederli in qualche modo. Perciò o li notiamo in faccia a qualcuno, tipo tua suocera che secondo te è indemoniata per davvero, oppure la devono prendere qualche forma o di maiali o di tutte quelle bestiacce fantastiche di cui sono piene le facciate delle cattedrali medievali.

Ma che cos’è un demone? E perché saremmo tutti indemoniati? Non solo al mattino se ci svegliano, ma spesso tutta la giornata! In greco Daimòn è il genio sovrumano, una sorta di divinità protettrice, simile al Ginn: non il liquore, ma i folletti citati nel Corano. Queste divinità osservano la azioni degli uomini e li difendono. Con il Cristianesimo ✝, però, il demonio diventa uno spirito maligno, da scacciare appunto, come riferisce il Vangelo odierno. Ma se recuperiamo l’antico significato la prospettiva cambia. E questo ci giova molto. Ci favorisce nel nostro rapporto con Dio. Infatti se scacci un demone questo va a chiamare gli altri e la situazione peggiora. Quante volte hai combattuto un vizio e hai ottenuto il risultato contrario, amplificandolo?

Non è quindi la resistenza che ci aiuta. Semmai, un demone va nutrito. Ne è convinta Tsultrim Allione autrice di Nutri i tuoi demoni. Lei è stata una delle prime donne americane a essere ordinata monaca, secondo la tradizione tibetana. Ripropone il metodo del dare forma e sfamare le forze interiori di cui parliamo anziché combatterle che è stato in origine elaborato dalla maestra buddista dell’XI secolo Machig Labdrön.

Qualcosa di analogo fece anche Gandhi la cui rivoluzione nonviolenta iniziò con una sorta di cerimonia del the e dei biscotti offerti all’ufficiale inglese che era andato ad arrestarlo e che andò via, invece, convinto della bontà delle idee del leader indiano.

Forte, potente, molto potente direi sta roba qua. La sto sperimentando da qualche mese. E tornerò a parlarne, anche perché secondo me Gesù non scacciava ma nutriva i demoni anche lui. Era troppo scaltro per non averlo capito, credo. Ma di questo avremo occasione di discutere. Intanto prendi questo libro e usa anche tu la semplice pratica in 5 passi. Ti porta via solo mezz’ora. Fammi sapere 😉

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