Tre problemi del sud da risolvere con le arti della scena

Credit: Crayon

Ci sono tre problemi delle cittadine del sud Italia che il teatro e il cinema sono in grado di risolvere con facilità. Esse possono addirittura ribaltare tali gravi questioni facendone dei punti di forza. Forse le soluzioni che sto per suggerire non si potranno applicare ovunque ma laddove si adottano apportano enormi vantaggi.

Ma vediamo prima le tre questioni a cui faccio riferimento e che sono ormai delle realtà sedimentate, croniche, che non fanno altro che peggiorare con il tempo. Solo di rado si trovano dei rimedi che però servono solo a tamponare per breve tempo la situazione. Il più evidente di essi è lo spopolamento. Non occorrono dati. Basta camminare in uno qualsiasi dei centri storici per vedere che allo stato attuale solo il 20 o il 30 per cento delle case è abitato. Tra un decennio tali centri resteranno disabitati del tutto. In molte città, poi, anche nella parte nuova, per così dire, molte case sono abbandonate. Questa è una triste realtà che solo in parte d’estate viene mitigata con l’arrivo dei turisti.

A causa dello spopolamento nella parte più antica degli abitati restano gli anziani, quasi del tutto da soli. A volte vengono aggrediti da chi cerca di rapinarli della loro pensione o diventano oggetto di attenzione delle baby gang. In qualche caso si cerca di arginare tale fenomeno con l’installazione di telecamere che però spesso o non funzionano o vengono presto abbandonate. Le cronache ci raccontano a tal proposito di tanti casi di persone che muoiono da sole e tra gli stenti. A volte i cadaveri vengono scoperti dopo parecchi giorni. I necessari presidi sono purtroppo quasi del tutto assenti.

I giovani in età post-diploma abbandonano il sud. Sono cinquant’anni almeno che i giornali in edicola sono pieni di titoloni di iniziative politiche, finanziamenti, promesse elettorali che in realtà sono fumo. Si inaugura ogni tanto qualche palazzetto dello sport per sfoggiare l’ego di questo o quel politico ma le cosiddette politiche giovanili finora non hanno mai contrastato in modo efficace questo tipo di emigrazione.

Le questioni a cui accenno meritano senz’altro molti approfondimenti che per ragioni di spazio qui non posso approfondire. Ma il vero scopo di questo articolo è presentare una soluzione semplice, pratica, efficace che le risolve in modo brillante e che richiede pochissime risorse per essere realizzata. È quasi imbarazzante. Creare nei centri storici del sud realtà legate dallo spettacolo dal vivo o meno può:

  1. attrarre persone che tornano a frequentare tali luoghi e magari decidono anche di tornare a stabilirvisi;
  2. far sì che vie, piazzette e vicoli siano frequentati anche in orari serali e contrastare quindi la micro-criminalità;
  3. creare ottime prospettive occupazionali per giovani e non.

Per quanto riguarda uno di questi centri, Oria, in provincia di Brindisi per esempio il progetto del TeCo (Teatro Comunale) va nella direzione che sto cercando di indicare. Infatti c’è bisogno di una realtà che ospiti (e produca magari anche) spettacolo durante tutto l’anno. Anche il cinema può fare altrettanto e non si contano più le produzioni che girano i loro film in Puglia. Con mirate azioni di marketing territoriale si possono attrarre più produzioni in una determinata area, fornendo agli addetti ai lavori tutti i servizi necessari: dal catering all’ospitalità ecc.

Ma il vero asso nella manica di tutta la faccenda è una realtà produttiva di spettacolo, un’impresa culturale, una farm in grado di organizzare produzioni cine-teatrali. Qualcosa che va molto oltre la compagnia teatrale di giro, come la si conosceva un tempo, che sia al tempo stesso una realtà locale e un brand internazionale. Un soggetto capace di fare impresa attraverso tutto ciò che concerne una produzione del tipo che sto descrivendo: spettacoli teatrali, film, corti, video aziendali, sceneggiature, content creation per il web ecc. Ci sarebbe molto da fare per tanti creativi di ogni età. E creare una realtà di questo tipo richiede poco sforzo e ridotte risorse.

Da dove cominciare? Dalle idee. Spesso le si sottovaluta. Ma chi realizza grandi opere sa che si comincia da queste. Il Colosseo prima ancora di essere costruito è stato immaginato da qualcuno. Cinecittà prima di essere realizzata è stata pensata. I film di Fellini e gli spettacoli dei De Filippo sono stati prima nutriti dalla fantasia dei loro autori. Allora perché non cominciare, ad esempio, da un concorso di idee per la riqualificazione dei centri urbani attraverso questo genere di produzioni?

Continua a seguire questo genere di articoli che sto scrivendo perché ne seguiranno ancora altri.

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