Le sette migliori ed insolite esperienze da fare a Roma e di cui nessuno parla

Guide, liste e consigli per fare esperienze meravigliose a Roma in rete se ne trovano a bizzeffe. Basta fare una ricerca e ci si accorgerà di miriadi di siti che ne parlano con le più disparate indicazioni ad ogni livello: luoghi, orari, prenotazioni, ecc. In questa città si può fare davvero di tutto e le idee non mancano. Anzi più passa il tempo e più possibilità sorgono. Io frequento Roma dal 1993, ci ho vissuto per degli anni e ci torno spesso. Eppure non ho ancora esaurito i posti da visitare e alcune attività che cerco di organizzare ogni volta che ci vado. Ho quindi selezionato alcune experience che vanno un po’ oltre il solito turismo mordi e fuggi, un po’ troppo da cartolina e superficiale. Si tratta, invece, di momenti da vivere un po’ fuori dai soliti giri o in modo diverso da quel che fa la massa per riscoprire lati, prospettive, punti di vista non solo insoliti ma significativi. Ma cominciamo subito, ecco la mia personale lista.

Il primo luogo che voglio indicare e che non trovate nelle guide più blasonate è la stazione Termini. Non solo è il maggior scalo ferroviario della città ma è il più grande d’Italia e il quinto in Europa. L’ideale è arrivarci in treno come faccio spesso io e scendere lungo uno dei suoi trentadue binari tronchi. Qui già il colpo d’occhio sui binari, i treni, il via vai di persone da ogni parte del mondo è notevole. Si calcola che vi transitino circa 480.000 visitatori al giorno con circa 850 treni. La sua storia e la sua architettura sono notevoli e si possono apprezzare una volta usciti fuori dove, intanto, si può ammirare la pensilina in cemento armato che si staglia su Piazza dei Cinquecento e che è opera degli architetti Eugenio Montuori, Leo Calini e Annibale Vitellozzi.

Una volta che ci si trova in questa piazza consiglio di cercare l’autobus numero 64. Passiamo così alla seconda esperienza di cui nessuno parla e che invece io consiglio: viaggiare a bordo degli autobus dell’Atac, l’azienda del trasporto del comune di Roma. Al solo costo del biglietto urbano si può essere scarrozzati fra la Piazza dei Cinquecento, dove c’è il capolinea, e la Piazza della Stazione di San Pietro. Quindi il percorso prevede il passaggio dalla bellissima Piazza della Repubblica, via Nazionale, Piazza Venezia, Largo di Torre Argentina, Corso Vittorio Emanuele e un pezzetto di Lungotevere. Ma al di là di tali posti lo spirito della città s’incontra anche a bordo dei mezzi, soprattutto di superficie, dove ogni ceto sociale, ogni razza, ogni religione, ogni cultura o quasi sono rappresentate e si trovano a stretto contatto, a volte troppo visto che spesso i bus sono stracolmi. Ma anche questa è una delle cose da vivere.

Consiglio di scendere a Piazza Venezia e di imboccare via dei Fori Imperiali. In queste due ubicazioni le guide turistiche vi proporranno di tutto e troverete milioni di pagine online che vi parleranno di Palazzo Venezia, l’Altare della Patria, la zona archeologica, il Colosseo. Qui potreste passare delle settimane intere a visitare tutto quello che c’è da vedere. E va fatto almeno una volta nella vita, questo lo do per scontato. Ma non è di questo che voglio parlarvi. Io vi invito, invece, ad andare a vedere gli artisti di strada. Capiterà così che vi strapperanno un sorriso, qualche foto, delle mancette che quasi tutti meritano, anche se qualcuno è invadente e qualche musicista è un po’ fracassone con il suo amplificatore. Tuttavia il fastidio è parte della bellezza della città eterna. Da qui magari si può proseguire questo particolare tour tornando indietro e immettendosi lungo via del Corso, sempre per lo stesso motivo. Lungo questa trafficatissima via piena di negozi, per lo più trash, magari si possono incontrare due artisti che voglio segnalare in particolare. Il primo è il mio amico madonnaro Andrea Starini. Il secondo è Carlo Farina, che viene pagato per non fare nulla. Magari la passeggiata si può concludere a Piazza del Popolo guardando le bolle di sapone.

In questa stessa piazza si può entrare in un luogo di culto non molto gettonato. Sto parlando della Chiesa degli Artisti, la Basilica di Santa Maria in Montesanto (1675), gemella di Santa Maria dei Miracoli (1678). Qui oltre al tardo barocco si può avere la fortuna di assistere a qualche particolare evento o installazione come quella che fino al febbraio del 2022 ha visto l’esposizione della Pietà di Jago. O come quella precedente di The Last Supper: the Living Tableau del Maestro Armondo Linus Acosta, regista e creatore.

Usciti di qui si può ritornare lungo via del Corso e poi girare a destra in Piazza di Monte Citorio, passare davanti a Palazzo Chigi, poi davanti alla Camera dei deputati, dirigersi verso Piazza della Rotonda dove c’è il Pantheon, che una visita all’interno la merita tutta, e infine andare a Piazza Navona. Arrivati qui oltre a rimanere a bocca aperta per la bellezza delle tre fontane sarebbe buona cosa sedersi in prossimità di una di loro, magari in un orario poco affollato, e ascoltare lo scroscio dell’acqua. Tra l’altro lo si può fare con tante fontane in questa città. Per me è una delle esperienze che più riempie il mio spirito di viandante per le vie di Roma. A volte resto ore ad ascoltare il suono dell’acqua. Chi vuole approfondire questo aspetto può farlo con lo speciale di Google Arts and Culture Dai grandi Acquedotti alle famose fontane di Roma.

Ora dovremmo essere abbastanza riposati per affrontare un mini-tour del quale si parla pochissimo e che dà grandi emozioni soprattutto a chi conosce un minimo la storia contemporanea e in particolar modo quella che va dal secondo dopoguerra agli anni novanta. Sto parlando dei luoghi della prima repubblica, c’è anche una bella scheda su Roma a Piedi. Manca però il luogo che è il più importante e cioè via Caetani dove fu ritrovato il cadavere di Aldo Moro all’interno del cofano di una Renault 4 rossa, il 9 maggio 1978. Sostare in silenzio nei pressi della targa che ricorda l’evento credo sia un momento impareggiabile.

Con il caso Moro siamo al centro della scena politica e della storia in fondo degli anni ’70 e non solo. Tanto vale a questo punto immergersi nella fabbrica delle storie che è stata e che continua ad essere Cinecittà. Per raggiungerla basta prendere l’autobus 51 davanti al Teatro di Marcello fino a Manzoni da qui salire a bordo di uno dei treni della Metro A fino a Cinecittà. Una volta arrivati qui si può prenotare il percorso agli edifici storici e ai set permanenti. Anche se secondo me il modo migliore per scoprire questo posto magico è bighellonarci all’interno da soli, come ho fatto io, anche se questo è permesso agli addetti ai lavori o a chi partecipa ai casting.

Termina qui questo che potrebbe essere una prima proposta di percorso. Ci sono miriadi di altre possibilità sempre lontane da ciò che viene proposto per chi si accontenta di quattro chiacchiere e di qualche cartolina. Ho già in mente altre belle esperienze. Se vuoi che ne parli chiedilo nei comenti. Se vuoi puoi anche suggerire tu alcuni luoghi, sarò lieto di sperimentarli e di scriverci su qualcosa. Oppure vuoi che approfondisca uno dei luoghi di cui ho parlato quui? Fammelo sapere. Grazie.

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