Dieci idee per spettacoli teatrali alternativi e di successo

Attori con fumo bianco e verdre.
Foto su Pexels di Rudi De Ceuster.

Il teatro per sua natura cerca sempre nuovi linguaggi, nuove possibilità e trame. Si adatta a tanti contesti e interpreta le situazioni più disparate. È una sorta di camaleonte che se da un lato si mimetizza dall’altro è pronto a portare a segno i suoi “colpi”. Giammai il teatro è un luogo, un edificio, un’istituzione ammuffiti. Il miglior teatro del mondo a cielo aperto 24 ore su 24, ad esempio, è Napoli che ha tutto per essere una perenne messa in scena. Ma di questo parlerò in un altro articolo. Qui, invece, voglio promuovere dieci messe in scene più o meno originali.

Chi mi conosce sa che anche io come teatrante sono sempre alla ricerca di spazi, idee, innovazioni. Per esempio sono stato io a fondare il primo gruppo d’improvvisazione teatrale in tutto il sud Italia chiamando Ian Algie, attore-clown-improvvisatore canadese ed altri. Poi sono passato a fare esperienze con i Match d’improvvisazione teatrale a Roma ed ho partecipato all’organizzazione al Teatro Furio Camillo di Roma di spettacoli con i poeti improvvisatori a braccio del centro Italia. Ho avuto la fortuna di lavorare nel teatro di Torre Santa Susanna, nel brindisino, ad una messa in scena del Macbeth di Shakespeare secondo le modalità del teatro elisabettiano grazie ad Enzo Toma. Altra bella esperienza è stata quella delle cene-spettacolo in case private. Durante il lockdown, poi, giusto per citare un’ultima esperienza ho partecipato con entusiasmo al movimento del teatro a domicilio inventato dal leccese Ippolito Chiarello. Ma veniamo ora alle dieci idee.

Uno spettacolo che mi piacerebbe mettere in scena potrebbe essere quello costituito da sole voci che si sentono provenire da più punti mentre gli spettatori-ascoltatori si trovano al centro di una piazza. Uno show costituito da voci recitanti, musiche e luci che illuminano parti della piazza. Potrebbero essere voci dal passato, fantasmi della notte e non sempre distinguibili: a volte un semplice bisbiglio, altre volte grammmelot. Ci starebbero anche canti singoli o in coro in alcuni passaggi.

Da sempre poi sogno una passione a quadri, un po’ come i Mistery Play medievali con attori sistemati su pedane, magari mobili, sulle quali si avvicendano le scene bibliche. Niente scene di massa. Niente inutili e dispersive tappe itineranti. Tutto concentrato in uno spazio di grande dimensioni e con attori professionisti, senza comparse. L’effetto è quello ancor più coinvolgente di un buon film.

La mia dedizione alle messe in scene spero un giorno mi porti anche a delle micro-performance per soli 3-4 spettatori alla volta da tenere in un ascensore nel tempo in cui questo sale o scende ai piani. Si tratterebbe di vicende brevissime di appena due o al massimo tre minuti in un contesto super-intimo come quello dell’ascensore appunto.

Un’altra idea ricalca la serie tv Fantasilandia andata in onda anche in Italia negli anni ’80. Mi piacerebbe che degli spettatori-ospiti vivessero una loro fantasia grazie a degli attori che vivono insieme a loro una determinata situazione per intere giornate, anche di notte. Ascoltando gli spettatori-turisti che vogliono vivere una determinata esperienza regista, attori ed organizzatori possono imbastire location e canovaccio. Chiaro che gli attori devono provenire dalle fila di chi fa improvvisazione da anni.

Ad ogni festa di santi nel mio paese o in altri, poi, penso sempre che si potrebbero mettere in scena momenti e vicende di storie dei santi festeggiati attraverso delle “apparizioni”: attori in carne ed ossa che senza preavviso compaiono in alcuni puti cruciali della città recitando o raccontando tali momenti.

Un’altra idea che ricalca la precedente è quella dei manichini vivi nelle vetrine dei negozi che iniziano a muoversi e a far vivere il loro personaggio. L’effetto si moltiplica anche grazie ad altri attori-manichini.

Tutti conosciamo le visite teatralizzate a luoghi storici, archeologici, ecc. Sono ormai in voga da tanto tempo e io stesso vi ho preso parte. Si potrebbero rendere ancora più interessanti e coinvolgenti se per esempio arrivassero all’improvviso dei soldati per un assedio, due cavalieri che si sfidano, un ricercato che cerca di sfuggire a chi lo vuole catturare ecc.

Quante volte capita di andare a vedere un presepe vivente? Se si è fortunati ci sono anche delle scene recitate da attori. Bello ma ripetitivo e abusato. Una volta ho dato una mano anche io in questo senso. Perché non mettere in scena, invece, natività di Gesù ai tempi e nei luoghi nostri? Per esempio Gesù che nasce in una casa povera del sud, o tra i container dei terremotati, oppure ancora in una famiglia di carcerati?

E vogliamo parlare di presentazioni di libri? Non me ne vogliano autori ed organizzatori ma spesso questo genere di eventi sono di una noia sconfortante. Anche a me è capitato di fare dei reading in queste occasioni, che sono già qualcosa di più presentabile. Ma perché non prevedere un'”intervista impossibile” a romanzieri e protagonisti? Facciamo un esempio. Potremmo invitare Alexandre Dumas ed Edmond Dantès, autore e protagonista rispettivamente de Il Conte di Montecristo. Questo grazie agli attori è possibile.

Una messa in scena che speravo di riuscire a fare durante il periodo del teatro a domicilio è quella di recitare con degli attori delle scene di classici come Shakespeare, Pirandello, Dario Fo e altri mentre le persone fanno la spesa al supermercato o al mercato settimanale. Un bel modo di rinverdire ricordi scolastici o di far appassionare alla letteratura e al teatro io credo.

Quali di queste idee ti piace di più? Vorresti che ne approfondissi qualcuna? O ne hai delle altre? Parlane nei commenti. E dammi una mano, per piacere, nel portare avanti questo blog, grazie!

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