Conosci i tuoi clienti con sondaggi e Buyer Personas

Domanda-sondaggio
Foto di Andrea Piacquadio da Pexels

Se hai un cliente è bene che tu conosca tutto di lui e lo renderai la persona più soddisfatta e felice del mondo. Se ne hai diversi, tanti magari, com’è bene che sia, puoi ancora sapere tutto di loro e personalizzare al massimo grado possibile servizi e prodotti. Se sono così tanti che umanamente diventa impossibile ricordare nomi, età, luoghi e altri particolari usa le Buyer Personas: trasforma tutte le informazioni che hai di loro in profili ideali con tanto di nome e cognome di fantasia e stili di consumo e di vita. Chiediti ad esempio Mario Bottazzi (tanto per inventarmi un nome e non farci rime alla Pierino 😀 ) che cosa fa nella vita, se ha famiglia, come passa il tempo libero, che passioni ha. Non limitarti a ciò che compra o meno da te e se ne è soddisfatto o no. Queste info erano sufficienti cinquanta anni fa. Ora le persone che interagiscono con i brand sono molto evolute in termini di relazioni e interazioni. Se non hai compilato almeno fra i tre e i cinque profili diversi di Buyer Personas il modo migliore per farlo è attraverso un sondaggio. Prendi i dati che ne emergono e immagina queste persone, fanne una fotografia e tienila sempre davanti.

Che cosa popola la rete da quando l’internet esiste? Che cosa vediamo ogni santo giorno di questo mondo? Che cosa attira la nostra attenzione? La risposta è una sola: i contenuti. Come sono realizzati quelli migliori? Allo stesso modo di chi scrive un buon libro, romanzo o saggio che sia. Tutto inizia sempre con la stessa domanda: a chi voglio scrivere? Chi è il mio lettore? È un ragazzo o un adulto? Uomo o donna o gay? Dove vive? Come parla? Cosa legge? Cosa guarda in televisione? Cosa cerca nella rete? Se vogliamo facciamo la stessa cosa quando apriamo bocca e parliamo con la persona che ci sta di fronte: se voglio farmi capire da mia moglie dovrò pur sapere che gusti ha, se qualcosa le dà proprio fastidio e se le piace qualcosa o meno e qual è il suo colore preferito.

Content is the king scriveva nel 1996 Bill Gates. E da prima che lo scrivesse fino ad oggi è ancora così. Non importa se il contenuto è un articolo come questo, se è un post nei social, se è un tweet, una storia, un video su TikTok o YouTube, un reel ecc. Quel che conta è che tu sappia alla perfezione a chi ti stai rivolgendo, parlando il suo stesso linguaggio e sorprendendolo. Produrre contenuti oggi vuol dire sedurre, né più né meno. Non prendendo per il culo la gente con frasi fatte, con montagne di fiori, con gesti plateali quanto vuoti. Metti che lei è allergica e le mandi dei fiori che la fanno starnutire e le danno senso di soffocamento: ti bestemmierà fino alla settima generazione. 😠 Una volta sono uscito con una palermitana. Pensai bene di offrirle al primo appuntamento cioccolatini al latte. Lei sbiancò perché anni prima ci stava quasi morendo per un cioccolatino. Tu dirai: ma tu che ne sapevi, hai fatto un gesto carino. Io ti dico: no, devi aspettare, devi conoscere prima.

Conosci te stesso diceva l’oracolo di Delfi. Oggi aggiungerebbe: conosci le persone. In termini di marketing questo vuol dire Customer Relationship Management. In parole più semplici è la gestione della relazione. E io uno fantastico in questo l’ho conosciuto. Ha un bel brand di prodotti che commercializza in modo molto mirato. E non si limita a questo: non manca occasione per fare gli auguri ad ogni compleanno, anche se ha tantissimi clienti, per salutare coniugi e figli di cui ha nome ed età, per sorprenderli quando manda i pacchi con prodotti del Salento che non hanno nulla a che vedere con il suo brand, sempre graditissimi.

Ci devi fare l’amore con i tuoi clienti o spettatori. Vendere è fare un’orgia proprio. 😊 Questo lo sa molto bene Roberto Benigni che ha un rapporto molto fisico con i suoi spettatori e i suoi abbracci ed inseguimenti a Raffaella Carrà sono la storia dello spettacolo. Mio maestro negli spettacoli che faccio io è stato Dario Fo che cominciava sempre parlando con il pubblico prima e scaldandolo strappando i primi applausi. In altre parole faceva un sondaggio: che tipo di pubblico ho stasera? È reattivo o freddo? Ride a certe battute o ad altre? Così mi regolo io e si regolano gli altri attori, in modo da tarare, da calibrare il tutto. Se no sono pomodori e frutta marcia in faccia!

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