La poesia del culo e del cuore

Vivo nella più completa noia in questi giorni. Non c’è un evento, una notizia, una persona, un qualcosa che attiri la mia attenzione, donne a parte s’intende. Sfoglio notizie, giornali, storie con la più piena indifferenza. L’acqua passa e nulla resta, nulla di nulla. Non impazzisco solo perché ho da fare, ho i miei impegni. Ma guardo tutto con distacco: email, newsletter, pubblicità (che già prima non è che mi attraeva molto), ecc. Qualsiasi cosa venga detta, annunciata, ribadita, promossa mi scivola addosso. Anche un argomento attuale come ad esempio la vaccinazione mi lascia proprio indifferente. Sarò diventato apatico? Mi volto solo se vedo una bella ragazza o magari resto un po’ a seguire qualche storia di donne che magari abbiano un minino di cose sensate da dire. Quindi che devo pensare che l’altro sesso è in realtà il mio unico interesse? Quello che resta alla fine di tutto? È un bel po’ che dura questo periodo e mi chiedo se tornerò a nutrire interesse per qualcosa.

Un mio amico continua a inviarmi video per adulti, con procaci donne nude, nulla di pornografico, solo belle figliole con pube, culo e tette in bella vista. Oppure resto a fissare gli occhi e le forme di Valentina Nappi, come ho dichiarato ieri. Vicino ai 50 anni due sono le tesi: o sto diventando un vecchio porco oppure ho capito tutto della vita. Comunque mi sento un po’ meno solo se penso alla canzone di Vecchioni Il tuo culo e il tuo cuore. In essa si parla di una donna con una intelligenza fuori dal comune, di un modo unico di piangere e sognare. Poi negli occhi dell’amata passano paesi lontanissimi. Ma a un certo punto Vecchioni chiede di poter vivere la gioia del modo lento di ondeggiare della sua donna, del suo culo insomma. Come lui anche io starei a guardarlo per ore e ore. Come anche resto incantato davanti ai capolavori di Dio come i seni, forse l’opera che meglio gli è riuscita.

Il culo di una donna è romanticismo, è poesia, è gioia che cammina o che riposa, che ancheggia. Anche se con gli anni un po’ cede è sempre un bel monumento perché:

Guardare un culo che passa non è solo vizio. È desiderare qualcosa che va via. E più si allontana più prende forma. Il culo è Architettura

(Rob_round, Twitter)

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