Perché è importante evitare di puntare il dito quando le cose non vanno bene

Foto di Ketut Subiyanto.

Di chi è la responsabilità se le cose non vanno come vorremmo? In tanti puntano il dito all’esterno in questi casi. Succede spesso che si comincia un’attività e già alle prime difficoltà s’iniziano a distribuire le colpe di qua e di là.

Ricordi la favola de La volpe e l’uva raccontata sia da Esopo sia da Fedro? In essa si accusano le circostanze e si evita di guardare quelle che sono le proprie incapacità. Per esempio si accusano gli altri di non averci capiti oppure si considerano non maturi i tempi oppure ancora si dà la colpa al governo, alle tasse, alla guerra. Tutte scuse.

È a se stessi che occorre dirigere lo sguardo, a ciò che ci manca per arrivare all’uva e a come procurarci il necessario. In altre parole ciò che vanno sviluppate sono le proprie capacità. Una volta appurato che quel determinato grappolo d’uva è fuori dalla nostra attuale portata occorre crescere in modo che diventi per noi facile arrivarci. Questo mi ricorda l’atteggiamento di alcuni uomini che quando non riescono ad uscire con la ragazza che desiderano iniziano ad etichettarla come una poco di buono. Ma la domanda vera è: sei alla sua altezza? E se non lo sei cosa devi fare per diventarlo?

La nostra cultura addita i fallimenti e gli errori come la più terribile delle colpe o quasi. Nessuno vuole sentirsi dire di no. Nessuno tranne Casanova. Lui pregava che una qualche donna gli dicesse di no. Perché sapeva che in questo modo si giocava meglio, che doveva dare il massimo, che doveva darsi ancora di più da fare e forse in modi diversi dal passato e inesplorati. Ecco perché gli impegni vanno mantenuti una volta che abbiamo deciso di intraprenderli. Perché è l’unico modo di svilupparsi, di crescere, di diventare quelli che ce la fanno ed ottengono dei successi.

Invece di aprire più fronti lavora come si deve su uno solo di essi. In quest’epoca di pubblicità massiva online e per strada, di offerte continue, di spam come se non ci fosse un domani abbiamo una sola ed unica possibilità di essere ricordati ed è per quell’impegno che manteniamo, per quella cosa che facciamo, che portiamo fino in fondo e nella quale siamo i migliori. A nulla servono soldi in sponsorizzate sui social, in pubblicità, in volantini (per chi usa ancora questa roba antidiluviana) se siamo conosciuti per quelli che dicono di fare una cosa e poi non la fanno o non la portano a compimento.

A te è capitato di persona o hai visto altri guardare fuori invece che a se stessi in simili circostanze? Quali sono state le reazioni? E i risultati? Parlane nei commenti, grazie.

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