A morte il fallimento! Lunga vita al fallimento!

E se sabato 11 avessimo perso? Sarebbe stato un fallimento, come lo è stato per gli Inglesi. Ma prima delle trentaquattro vittorie di Mancini anche noi abbiamo vissuto un fallimento peggiore: la mancata qualificazione di mondiali di calcio. Quella débâcle forse ci ha fatto bene. Perché è da lì che è iniziato un nuovo corso, come quasi di sicuro avverrà per i giocatori oltremanica. Il successo rischia di esaltarti e appannarti la vista. La sconfitta ti aguzza l’ingegno. Lo dice anche il Tao:

Favore e disgrazia creano entrambi problemi.

Il favore ti esalta, la disgrazia ti deprime.

Certo bisogna mettere in conto lo scoramento, il dispiacere. Ma dopo qualche giorno passa e sei di nuovo al lavoro. Sognando la rivincita. Ma nel frattempo possono arrivare altre batoste. E allora?

È arcinota la storia di Thomas Edison e dei suoi innumerevoli tentativi, millenovecentonovantanove in genere si dice, con i quali non va fatta una lampadina. Di storie di fallimenti ne trovate quante ne volete in rete, a milioni. Ve ne cito una fresca fresca: Twitter sta ritirando i suoi fleet (le sue storie) perché gli utenti non li utilizzano. Google e Facebook non sono da meno: decine di loro progetti hanno fatto flop. Per tornare al calcio con cui ho iniziato questo post Messi all’inizio della sua carriera fu scartato dal Como.

Sai chi fallisce di più, chi fa più errori? Chi ne fa di più. Nulla fai, nessun problema sorge. Tante ne fai, i problemi ti sovrastano. A te la scelta.

Stamattina ho deciso di parlare un po’ di questo perché anche io nelle mie attività cerco di seguire i miei interessi, ci costruisco qualche progetto intorno e a volte riescono e altre no. E se guardo solo ai successi degli altri mi sento una nullità. Qualche volta, per fortuna, penso anche alle spranghe tra i denti che molti prendono. Questo fa ridiventare tutto più umano. In genere non si parla mai di fallimenti e invece bisogna farlo, per il bene proprio e degli altri. Perciò mi son reso conto che maggiori sono le probabilità che un’idea funzioni quando decido, in modo deliberato, di fallire. Mi ci metto di proposito. Tanto so che sono un fallimento, anche nel fallire! E quindi se fallisco il fallimento…

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