La cena con delitto e l’interazione tra attori e spettatori

Foto di Vijay Putra su Pexels.

Sempre più gioco e intrattenimento, aspetti ludici e teatro interagiscono tra di loro ponendo attori e spettatori a stretto contatto e in situazioni di sempre reciproco maggiore coinvolgimento. È da un bel po’ che gli attori sono usciti dai teatri e danno vita a visite turistiche teatralizzate ad esempio. A volte puoi trovare anche una compagnia di improvvisatori a cena i quali danno vita a un murder party, in Italia noto come cena con delitto. All’inizio della serata uno dei personaggi muore perché assassinato da un altro. Sta agli spettatori, spesso organizzati in gruppi, scoprire l’autore del delitto. Questi possono fare tutte le domande che vogliono ed esaminare ogni indizio o prova. Al centro della serata c’è dunque un giallo che può ispirarsi a quelli classici di Agata Christie ad esempio o può avere un’ambientazione storica o altre varianti ancora.

La cena con delitto è dunque un’occasione speciale per i commensali di vivere all’interno di una storia, di vederla interpretata dagli attori sulla base di un canovaccio e di sentirsi partecipi nel risolvere il caso. Viene spesso utilizzata anche in aziende per il team building. Chiama in causa le capacità di analisi, di ragionamento, di osservazione, di deduzione delle persone che vi partecipano e richiede che queste collaborino per arrivare alla verità. Si tratta di un gioco di ruolo dal vivo che diventa efficace, ben costruito e appassionante nel momento in cui ci sono degli attori in grado di improvvisare pur rimanendo nella storia e nel loro personaggio. Necessita anche di un precedente lavoro di preparazione a tavolino per la realizzazione del canovaccio e per assegnare le parti. C’è anche un regista che però a differenza di uno spettacolo teatrale in questo caso si limita ad avere la funzione di master.

È una buona possibilità per gli attori di poter esercitare la loro arte divertendosi, avendo anche la libertà di inventare soluzioni, pur nei limiti del canovaccio, e di dar vita alla drammaturgia stessa. Da una parte hanno dunque l’improvvisazione ma dall’altra tutto il precedente necessario lavoro sul personaggio. E poi c’è tutta la componente dell’interazione che rende divertente per se stessi ma anche per gli spettatori giocatori tutta la serata. Io mi sono divertito a partecipare ad alcune cene con gli amici di Improvvisart. Ed è stata per me una buona occasione per declinare la recitazione verso il gioco, quale nella sua natura l’arte scenica è. In una di queste facendo il cameriere sospettato di un assassinio ho avuto la possibilità di misurarmi con tutta una serie di domande e osservazioni dei commensali che rendevano ancora più interessante l’operazione.

E a te è mai capitato di partecipare ad uno di questi eventi? Parlane nei commenti. Se poi vuoi saperne di più puoi anche contattarmi.

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