Non capisco più niente e nessuno

È tutta l’estate che scorro qualsiasi cosa: TikTok, Facebook, Twitter, Instagram, i feed delle news e chi più ne ha più ne metta. Trovo di tutto, davvero uno spaccato di umanità che io, almeno, non capisco: non ho i mezzi per capire i post, le storie, gli stati che vengono pubblicati. Non riesco a capirne più il senso, ammesso che ce ne sia mai stato uno. Io spero che qualcuno si renda conto che occorre iniziare a postare tutti un po’ meno, ma credo che, invece, sarà sempre peggio. Per fortuna ogni tanto smetto ed esco ma è un delirio: non capisco la gente che scorazza nei suv, che compra carne e pesce a tonnellate ogni giorno, alla faccia del global warming, che gioca al superenalotto.

Allora mi rivolgo all’arte, cerco di andare a vedere qualche evento in paese ma vedo solo artisti con un ego ancora più gonfio e tronfio del mio pronti a esaltare se stessi, le proprie opere, il proprio entourage ai quali non ti puoi permettere di rivolgere nemmeno mezza domanda. Potrei andare in chiesa ma la messa, la sola unica messa, con le solite parole di sempre, con le omelie, quando ci sono, così buoniste e agiografiche quanto inutili mi hanno stancato da anni. Allora decido di provarci con l’amore ma qui è ancora peggio: le donne sono gli esseri più indecifrabili del mondo o meglio, a dirla tutta, rispondono a soli due input:

  1. l’uomo con il Suv più grande di tutti e il portafoglio ancora più gonfio: può essere anche un cesso, super-obeso, ma le donne fanno “il sacrificio di starci”;
  2. il Brad Pitt del caso che è un adone che ti chiedi come cazzarola è uscito così bello e figo dalla pancia di sua madre e che comunque è un cliché ormai insopportabile e ripugnante. Io in una donna guardo oltre la bellezza ma le donne no, impazziscono solo per i fighetti dei miei stivali. Ho 48 anni e ne ho viste tante, proprio tante.

Io che non posso vantare nessuno dei due requisiti sono tagliato fuori. Quindi discorso chiuso per me che sogno ancora l’amore, che mi sono innamorato sempre di ragazze in grande difficoltà e che ho aiutato e che senza ringraziarmi sono andate via. Non c’è spazio per la comprensione, per responsabilità da dividere in due, per un progetto comune: finché cacci i soldi va bene, poi vaffanculo. Spero tanto di essere smentito ma questa è la mia esperienza di tre decenni, che non sono pochi.

Mi hanno insegnato ad osservare, a cercare di capire, a parlare il giusto, a leggere tanto, a prepararmi, a fare progetti il più possibile sensati e condivisi ma vedo che il mondo se ne infischia di tutto questo. Nessuno ti ascolta, è disposto a dare nemmeno un centesimo quando c’è di mezzo la cultura. Valgono solo la raccomandazione della gente più incompetente del pianeta e gli accordi sotto-banco che per etica evito, com’è giusto che sia. Ma così facendo sto diventando sempre più povero e solo.

Non capisco più niente e nessuno e ho molte preoccupazioni non solo sul mio futuro ma su quello dell’umanità stessa, destinata a estinguersi prestissimo per stupidità. E amen.

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