L’ora del silenzio e della meditazione

Più si parla di un argomento tra tv, giornali, rete e chiacchiere al bar più mi viene di ignorare quell’argomento o di informarmi su di esso e poi tacere. Sono fatto così. Chiamatemi snob se volete. Quando vedo che il tasso di parole più o meno a vanvera su una questione aumenta me ne tengo fuori. Intendiamoci, a volte le discussioni possono essere costruttive e utili. Ma nella maggioranza dei casi vedo persone di ogni preparazione culturale ed estrazione sociale parlare sopra gli altri, ovunque, dai dibattiti televisivi, agli scambi di battute davanti a un caffé. Perché, come al solito, i più parlano per difendere a priori i loro punti di vista, senza ascoltare gli altri e senza aver sufficienti informazioni in proposito.

Ci si sente legittimati a dire la propria per solo sentito dire o perché un tizio è apparso in tv e ha detto una cosa oppure perché di sfuggita si dà un’occhiata alle tante fake news online. E si parte con delle vere e proprie crociate di post sui social. Come si può vedere evito di proposito certi argomenti molto in voga in questo periodo che fanno la fortuna di Twitter, ad esempio. Primo perché il fastidio del roboante rumore del continuo proferire, dire, ribattere è alto. Secondo perché la riflessione in silenzio, anche per lunghi periodi, è da preferirsi.

Perciò oggi invito chi mi legge, chi mi segue staccarsi un po’ dal chiacchiericcio internettiano-televisivo che da un lato produce ansia a causa dei titoli allarmanti, scritti a bella posta, e dall’alto invece che illuminare conduce a pericolosi vicoli ciechi. Magari mi sentissero i tanti esperti che si stanno sovrapponendo con opinioni tanto contrastanti quanto deleterie in nome del loro ego. Segni di libertà non sono il protestare e il parlottare ma il meditare e il tenere un po’ la bocca chiusa. Questi ultimi sono tutt’altro che servilismo. Fa molta più paura chi sta in un silenzio enigmatico o sbaglio? Oltretutto in questo modo si raccolgono e si indirizzano le energie per scopi più utili ed efficaci. Anche i più incalliti oratori fanno precedere qualunque loro discorso da qualche istante, almeno, di silenzio.

Ma chi è meditabondo cosa fa? Magari legge dalle fonti più autorevoli. Magari ascolta. Magari pensa a ciò a cui finora nessuno a pensato. Magari aspetta il momento giusto per aprir bocca. Magari tralascia ciò a cui non va dato spazio. Magari parla di ciò che conosce bene e di cui ha esperienza diretta. Magari si esprime il giusto e con chiarezza.

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