Cerco un manuale per capire gli ammiccamenti delle donne

Battiato per tutta la vita ha cercato un centro di gravità permanente. Gli ebrei hanno cercato per quaranta anni la terra promessa. Io cerco un manuale per capire gli ammiccamenti delle donne. Perché ogni volta credo di averci capito qualcosa e invece mi ritrovo come un analfabeta decerebrato che cerca di capire cosa c’è scritto sulla stele di rosetta. Chiariamo che Rosetta non è una che sto cercando di portarmi a letto e che la stele non c’entra niente con Lino Banfi e che non è un oggetto misterioso ma un’antica iscrizione. Ammesso che gli occhiolini, le smorfie, le linguacce qualcosa vogliano dire. Perché qui ho l’impressione che siano espressioni buttate lì, a caso. O forse no.

Metti che ti presenti a una ragazza e dici, “Suono bene il clarinetto”

Metti che lei capisce tutta un’altra cosa e ti fa subito l’occhietto

Così canta Renzo Arbore in una sua canzone. E quindi se tu parli seriamente capiscono un’altra cosa le donne. Almeno sembrerebbe. Se tu vai con un approccio diretto tipo «mo’ te sdrumo» (romanesco, intraducibile quasi, ti distruggo, a letto in questo caso) pure magari ti sorridono e ti prendono per il culo perché tu credi di essere quello che ce l’ha più lungo, più grosso ma loro ti ridono in faccia. Insomma tu sei sempre lì a farci la figura dell’ebete perché i loro messaggi sono volutamente ambigui. «Ciccio toccami» magari ti dice la tua donna. E poi subito dopo: «Mamma Ciccio mi tocca»! Non a caso questa è una macchietta cantata da Nino Taranto, tra l’altro.

Anni fa conobbi una ragazza molto carina che iniziò a sorridermi sin dal primo momento che la vidi. Di continuo mi lanciava occhiate e messaggi. Quella volta ci capì bene. Ci stava. Uscimmo la prima volta. Poi mancai per un breve viaggio di lavoro. Mi sembrò bello e gentile tornare con un pensierino per lei. Un tenero peluche, niente di che. Lei lo prese e me lo tirò addosso dicendomi: «Io mi voglio divertire, non hai capito niente!». Da quella volta non mi rispose più al telefono. Qualche mese dopo seppi che stava sposando un altro che l’aveva ingravidata.

Be’ forse è meglio restare scemi, cretini, passare dalla parte dei fessi per non pagare il dazio, le tasse, come diceva una mia prozia!

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