Gli attori, i filosofi e il codice dell’universo

Immagine generata da Dall-e 2 con input: “Un’immagine nello stile delle illustrazioni per i libri delle scuole superiori di un attore in scena, con un libro di filosofia aperto accanto a lui”.

«Ma tu che vuo’ fa’, l’attore o er filosofo? Te devi decide Peppino mio perché da mo’ che nun sei più un pischello!». Mi chiamo Giuseppe, ho quasi 49 lune, e in effetti non mi sono mai deciso tra queste due figure, fra le quali oscilla tutta la mia esistenza. Spesso mi sono sembrati due poli opposti e inconciliabili. Il senso comune, tra l’altro, non vede di buon occhio un attore che fa er filosofo e un filosofo che prova a fa’ l’attore. L’uno scoccia. L’artro nun è bono!

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Talento, servizio e Dharma

Immagine realizzata dall’app Text To Image in Canva con l’input “Talento e servizio agli altri”.

Il talento fiorisce solo quando lo si mette a disposizione, solo nel servizio agli altri. In questo consiste l’estasi dell’artista o di chiunque altro abbia un dono. Quest’ultimo, poi, porta all’abbondanza nel momento in cui ci si dedica alle necessità del prossimo. Perciò la domanda che un attore, un pittore, uno scrittore o qualunque altro talentuoso è: che cosa offrire agli altri? Non che cosa c’è per me in questa parte, in quante scene compaio o robe simili. Si tratta di un seme che deve morire per portare frutto, come ci ricordano i Vangeli. Deve essere cioè seminato e vale a dire affidato alla buona terra. In tal modo diventa fecondo e porta tanti bei frutti. La missione qui diventa dunque l’offerta di se stessi all’umanità. Compito da svolgere con entusiasmo, perché in questo si trova il proprio Dio.

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Il canto di Dio e gli alieni

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Photo by Marek Piwnicki on Pexels.com

Esistono altre civiltà nell’universo oltre la nostra? È molto probabile che sia così. Secondo alcuni scienziati il sorgere della vita è inevitabile, non è solo qualcosa che riguarda il pianeta terra. Nel 1964 l’astronomo russo Nikolaj Kardašëv presentò un metodo di classificazione delle civiltà extraterrestri basato sull’utilizzo complessivo dell’energia misurato attraverso i Watt. Dal suo studio tre sono le possibilità:

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Il corpo tra il papa e la Carrà

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Photo by Zack Jarosz on Pexels.com

Ho male a un piede e al collo in queste settimane tra caldo afoso, vaccini, variante Delta, europei di calcio, intervento a Bergoglio e morte di Raffaella Carrà, avvenuta ieri 5 luglio 2021. Di colpo ho più acciacchi del solito e anche insistenti, io che fra tre anni segnerò i cinquanta all’anagrafe. Pare che per ora abbiano ragione gli uccelli del malaugurio che mi dicevano che all’approssimarsi di quell’età sarebbero cominciati i fastidi fisici. Non so se sia così. Peraltro il mal di testa mi accompagna dalla nascita, come capitò ad Andreotti. L’altro mio problema è, da diversi anni, il mal di schiena che ora sembra estendersi a un arto e alla cervicale, problemi dei quali discuto con medico e amici fisioterapisti. Qualcosa mi dice di far attenzione al corpo che, è evidente, ho costretto a qualche sforzo improvviso negli ultimi tempi. Ma io che per fortuna sempre più esco dalla casualità spazio-temporale non ne attribuisco il motivo a quelli. Me ne guardo bene. Di un male fisico occorre smetterla di cercare ragioni nella fisiologia, se ne facciano una ragione i sanitari. Non voglio dire neanche che bisogna considerare lo stress e sentimenti tossici come ansia, paura, ecc. Semmai tutto questo amplifica qualcosa che c’è già. E da questo punto di vista il nostro corpo è alle prese con un’infiammazione continua, di base, per costituzione. È il gioco tra batteri buoni e batteri cattivi, tra scariche di ormoni che ci fanno bene e altri male, ecc. Siamo sospesi tra lo Yin e lo Yang. I cinesi e la loro medicina tradizionale magari lo sanno meglio. Quando un dolore arriva c’è un messaggio che ha a che fare con direzioni da prendere, con qualcuno da perdonare ecc. Tuttavia c’è un’innegabile tendenza all’aumento dei fastidi man mano che l’età avanza. Perché?

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